«Senza di noi l’Udc perde peso elettorale»

Russo, Ricciardi e Viola si schierano contro Buracchio dopo la cacciata dal partito: i più forti siamo noi
CHIETI. I due consiglieri Marco Russo e Clara Ricciardi e l’assessore Antonio Viola, cacciati dall’Udc, non ci stanno a farsi mettere alla porta senza dire la loro. E così, dopo la presa di posizione del commissario provinciale Andrea Buracchio, che li ha estromessi platealmente dall’Udc, arriva la dura replica dei tre. «Ci chiediamo chi sia uscito da cosa, visto che siamo 3 dei 4 amministratori Udc eletti», dicono Russo, Ricciardi e Viola, «noi rappresentiamo i tre quarti del gruppo che hanno avvicinato al progetto politico dell’Udc di Chieti degli ultimi 10 anni la maggior parte dei consensi». I tre spiegano anche perché, mentre il consigliere Udc Mario De Lio buracchiano di ferro si poneva in posizione critica nei confronti della maggioranza, loro tre restavano sempre al fianco del sindaco Umberto Di Primio, come nel caso della mancata vendita della farmacia comunale. «Sicuramente», dicono, «negli ultimi anni il partito non ci ha supportato nel momento più duro dell’amministrazione, voluta dal partito nel 2010 e confermata nel 2015. Sembrava che la restante parte del partito in consiglio (un solo consigliere) fosse, a detta del commissario provinciale, fuori controllo e che in questo partito ognuno potesse esprimere consenso alle varie proposte politico-amministrative del governo della città. Ma a questo punto è palese che era tutto il contrario. La nostra azione politica ha contribuito a garantire l’impegno per il sociale, lasciando intatte le risorse finanziarie destinate a disabili, anziani e minori, a migliorare la vita sportiva, ampliando la fruizione di alcuni importanti impianti sportivi. Ci dispiace che questo partito che ci ha dato tanto e che abbiamo contribuito a costruire abbia perso la capacità del confronto politico trasformandosi in una organizzazione autoreferenziale dove l’autoreferente», cioè Buracchio, «e non il partito, ha deciso di far pagare a noi la propria equivocità. Ma una cosa è certa: sui tavoli politici da oggi l’Udc, se siederà, sarà molto alleggerita, politicamente ed elettoralmente».
«Abbiamo sempre seguito le direttive del partito nazionale», aggiunge Russo, che è stato il motore della fronda contro Buracchio, «cioè di essere parte di un’amministrazione di centrodestra, abbiamo condiviso tutto anche con il segretario nazionale Lorenzo Cesa che ci ha sempre supportato. Il partito non ha più dato indicazioni politiche trasparenti e noi abbiamo fatto quello che dovevamo fare». (a.i.)

