Senza metano 30 famiglie: «Basta con le bombole di gas»

9 Giugno 2016

LANCIANO. Bombole del gas per cucinare, pannelli e pentole per scaldare l’acqua. Vivono così una trentina di famiglie tra Torre Marino e Santa Maria dei Mesi. Da loro non c’è la rete metanifera....

LANCIANO. Bombole del gas per cucinare, pannelli e pentole per scaldare l’acqua. Vivono così una trentina di famiglie tra Torre Marino e Santa Maria dei Mesi. Da loro non c’è la rete metanifera. Ovvero manca uno dei servizi minimi essenziali che dovrebbero essere già da decenni garantiti ai residenti anche delle contrade. Ma queste famiglie non solo non hanno il gas, ma devono fare i conti con i residenti che nella stessa contrada ne usufruiscono. «I lavori per la rete metanifera sono stati fatti per un versante della contrada», spiega N.T., che denuncia la situazione: «praticamente le famiglie che vivono all’inizio della contrada e nel versante opposto alle nostre case hanno il gas, l’allaccio alla rete, fatto in passato. Noi, invece, siamo rimasti senza».

Da anni i residenti chiedono il servizio. Lo avevano chiesto alla vecchia giunta Paolini, che pure interventi sulla rete del metano aveva fatto nel 2008/2009, lo hanno ripetuto alla giunta Pupillo che ha portato il gas nelle contrade Candeloro, Colle Campitelli. «Abbiamo anche presentato una petizione al sindaco Pupillo», riprende N.T., «con le firme di tutte le famiglie della zona e che vivono questo disagio. L’ex assessore Antonio Di Naccio (poi escluso dalla giunta, ndc) aveva detto che c’erano dei problemi con i gestori del gas, ma che lo avrebbero risolto. Stiamo ancora aspettando. Torniamo a chiedere l’intervento perché non vogliamo vivere un altro inverno tra bomboloni e problemi vari. So che è “presto”, ma i lavori, visto il bel tempo, si fanno in questo periodo. Ho una figlia diversamente abile al 100 per 100, ho altri disagi da sopportare e non è giusto che viviamo anche con l’angoscia di ricordarci delle bombole del gas per cucinare, di scaldare l’acqua in qualche modo. E non sono sola, siamo più di 30 famiglie». (t.d.r.)

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