Sequestrata una mazza da golf: potrebbe essere l’arma del delitto

12 Novembre 2021

L’oggetto trovato a casa della vittima: è compatibile con la ferita alla testa di Francesco Ciammaichella I carabinieri ascoltano altre persone in caserma. Analisi sul cellulare per ricostruire le ultime ore di vita

CHIETI. Una mazza da minigolf. Potrebbe essere questa l’arma del delitto: i carabinieri l’hanno sequestrata nella casa parcheggio in cui è stato trovato morto, con una ferita alla testa, Francesco Ciammaichella, teatino di 40 anni, alle spalle piccoli e datati precedenti di polizia. Ma, per avere la certezza che la vittima sia stata assassinata, sarà indispensabile l’autopsia.
L’INCHIESTA
È questo il primo passo decisivo dell’inchiesta per omicidio, al momento contro ignoti, coordinata dal sostituto procuratore Giuseppe Falasca e condotta dai militari del colonnello Alceo Greco. L’esame verrà affidato, probabilmente già oggi, al medico legale Cristian D’Ovidio, che mercoledì ha ispezionato fino a tarda sera il monolocale al civico 41 di via Albanese, quartiere Sant’Anna.
LE IPOTESI
Se di morte violenta si è effettivamente trattato, il delitto potrebbe essere maturato al culmine di una lite, in un contesto fatto di abuso di alcol e forse anche di altro. Al momento, però, è solo un’ipotesi. Anche perché, dentro casa, non sono stati riscontrati segni evidenti di colluttazione. Determinanti, comunque, saranno gli accertamenti portati avanti dai carabinieri della sezione operativa della compagnia teatina, della stazione di Chieti Principale e del nucleo investigativo. Si esclude in modo categorico che dietro l’eventuale morte violenta possa nascondersi un tentativo di furto o di rapina: non c’era nulla di prezioso nella piccola abitazione, senza neppure l’energia elettrica e con il portone d’ingresso rotto, che si trova al quarto piano di una degradata palazzina di proprietà del Comune.
GLI INTERROGATORI
Anche ieri, in caserma, sono stati ascoltati alcuni amici di Ciammaichella, che percepiva il reddito di cittadinanza e che viveva da solo, da circa un anno, dopo la morte della compagna Annamaria Manca. Il giorno del ritrovamento del cadavere, fino a mezzanotte passata, i carabinieri hanno preso a verbale un’amica che vive nella palazzina accanto a quella della vittima e il vicino di casa che ha lanciato l’allarme telefonando al 118. Entrambi, qualche ora prima, avevano lasciato via Albanese a bordo delle auto dei carabinieri. Ma, nei loro confronti, non c’è nessuna accusa.
I SEQUESTRI
Durante il sopralluogo in casa, l’attenzione dei militari è stata catturata in particolare da una mazza da minigolf, un oggetto che – in base alle primissime ipotesi – sarebbe compatibile con la ferita alla testa della vittima. In questo senso, risulteranno determinanti ulteriori accertamenti scientifici. Ma perché l’assassino, o l’assassina, ha lasciato a pochi metri dal corpo quella che sarebbe l’arma del delitto? È una delle domande alle quali gli investigatori dovranno dare una risposta.
IL TELEFONO
Quando nell’appartamento sono piombati gli operatori del 118 e i militari, Ciammaichella era morto già da parecchio tempo, secondo i primi riscontri almeno 15 ore, tant’è che il vicino ha dichiarato di essere stato richiamato dal cattivo odore. Per ricostruire gli ultimi giorni di vita della vittima potrebbe essere utile anche l’esame dei tabulati telefonici, delle chat e dei messaggi contenuti nello smartphone della vittima, sequestrato dai carabinieri.
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