Sequestrato un chilo di cannabis light

16 Giugno 2019

Blitz in due negozi, in centro e allo Scalo: titolari sotto accusa per spaccio, requisite le confezioni pronte alla vendita

CHIETI. Primi sequestri di cannabis light in città: due commercianti sono stati denunciati per detenzione di droga ai fini di spaccio. È partito anche nel capoluogo teatino il giro di vite annunciato dal ministro dell’Interno della Lega, Matteo Salvini, contro i negozi di canapa.
Il blitz dei poliziotti della squadra mobile, guidati dal vice questore aggiunto Miriam D’Anastasio, è scattato giovedì pomeriggio in un punto vendita di Chieti Scalo e in uno in pieno centro storico. Entrambe le attività sono gestite da un teatino di 33 anni e da un pescarese di 27 anni. I due sono stati segnalati alla procura ed è finito sotto sequestro quasi un chilo di «cannabis sativa L.», che sarebbe stata venduta tra i 7 e i 9 euro al grammo a seconda del tipo.
La polizia, su disposizione del questore Ruggiero Borzacchiello, ha avviato i controlli nei cannabis shop (fornitori compresi), a pochi giorni dalla sentenza della Corte di Cassazione che ha dato lo stop alla commercializzazione della canapa leggera. In attesa delle motivazioni, in tutta Italia sono stati requisiti i prodotti derivati dalla cannabis light e i titolari delle rivendite si sono ritrovati indagati come gli spacciatori di eroina: da Torino a Reggio Calabria, da Macerata a Caserta fino ad Avellino, dove è stato scoperto un distributore automatico persino nei pressi di una scuola.
Tornando ai sequestri di Chieti, nel negozio vicino alla stazione ferroviaria gli agenti della sezione antidroga hanno trovato 55 confezioni da uno, due o 5 grammi di cannabis light per un peso complessivo di circa 350 grammi (lordi). Sono stati gli stessi titolari a precisare di possederne ulteriori quantitativi in un locale in centro storico. Così il secondo sopralluogo ha consentito di sequestrare altri 600 grammi di cannabis sativa, conservati in alcuni contenitori. Nel magazzino era stato allestito un laboratorio per il confezionamento della cannabis light in bustine di carta con tanto di etichette «indicanti la tipologia di sostanza nonché le relative analisi riferite al principio attivo presente nelle infiorescenze», spiegano dalla questura teatina. E sono spuntate anche altre bustine già confezionate e pronte per la vendita.
Quello della cannabis light è ormai diventato un caso nazionale, giudiziario e anche politico con i partiti divisi sulla crociata dettata da Salvini: al centro della contesa c’è la portata della decisione della Cassazione che ha decretato il divieto della vendita o alla cessione a qualunque titolo dei prodotti «derivati dalla coltivazione della cannabis», come l’olio, le foglie, le infiorescenze e la resina. Chi lo fa commette un reato «salvo che non siano in concreto privi di efficacia drogante». Ora sulla cannabis sequestrata nei negozi di Chieti saranno fatte le analisi per accertare il principio attivo (Thc).