Sequestri nel cantiere della Fondovalle

13 Marzo 2021

Scoperte tra Gamberale e Civitaluparella due aree con vari rifiuti. Tre persone denunciate per gestione illecita del materiale

GAMBERALE. Oltre 500 metri cubi di materiale inerte proveniente dal cantiere della Fondovalle Sangro sono stati sequestrati dai carabinieri forestale. I militari, coadiuvati da personale dell’Arta di Chieti, hanno messo i sigilli a due aree, 1.400 metri quadrati in tutto fra Gamberale e Pizzoferrato, trasformate in deposito incontrollato di terre e rocce da scavo e altre tipologie di rifiuti.
Tre persone sono state denunciate per gestione illecita di rifiuti. Il blitz dei carabinieri forestale delle stazioni di Lanciano e Villa Santa Maria, diretti dal tenente colonnello Marco Santilli, è scattato giovedì mattina.
I militari hanno raggiunto i cantieri interessati dai lavori di costruzione del tratto stradale della Fondovalle Sangro compreso tra la stazione di Gamberale e la stazione di Civitaluparella, dov’è in corso la realizzazione di una galleria, per verificare la corretta gestione di terre e rocce da scavo. L’ispezione è stata preceduta, nei giorni scorsi, da un’attività ricognitiva dei militari presso una ditta di inerti a Mozzagrogna. Qui vengono inviati, come da progetto, terre e rocce dal cantiere della Fondovalle, da utilizzare per il ripristino ambientale di cave finalizzate ad uso agricolo.
Ma i carabinieri forestale hanno scoperto che a terre e rocce erano frammisti pezzi di vetroresina, materiale di cui sono fatte le barre in cui si inietta il cemento per stabilizzare il fronte dello scavo all’interno della galleria.
In seguito a questi risultati, la Procura di Lanciano ha delegato ai militari un’attività ispettiva ai cantieri della Fondovalle. I rifiuti speciali erano stati abbandonati vicino al greto e all’interno dell’alveo di due corsi d’acqua, in barba al rischio di inquinare aree sottoposte a tutela paesaggistica.
In particolare, nel territorio di Gamberale sono state rinvenute e sottoposte e sequestro terre e rocce con presenza di pezzi e sfridi di vetroresina, per un quantitativo di 500 metri cubi su un’area di 400 metri quadrati, ed un deposito incontrollato di rifiuti speciali costituiti da dischi abrasivi esausti, prospicienti e all’interno dell’alveo fluviale del Vallone Lama.
A Pizzoferrato, all’imbocco nord della galleria, sono stati sottoposti a sequestro rifiuti speciali e terre e rocce con presenza di pezzi e sfridi di vetroresina, depositati in tre cumuli distinti per un quantitativo complessivo di 50 metri cubi, collocati su un’area di 1000 metri quadrati sul greto del torrente Vallone Crognaleto.
Tre sono le persone denunciate: il legale rappresentante dell’impresa che esegue i lavori, il direttore del cantiere e il legale rappresentante dell’impresa di inerti di Mozzagrogna.
«Il controllo sulla gestione di terre e rocce da scavo», sottolinea il comandante provinciale Santilli, «consente di verificare se, all’interno di ingenti cumuli di materiale inerte, vengano illecitamente introdotti ulteriori rifiuti speciali, al fine di evitare di sostenere gli oneri di un corretto smaltimento. Troppo spesso i costi di una non corretta gestione sono riversati sulla collettività, che paga con il deterioramento delle matrici ambientali».
Per l’illecita condotta è prevista la pena dell’arresto fino a due anni e l’ammenda fino a 26mila euro.
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