Sequestro al lavaggio: «Lo scarico è abusivo»

CHIETI . I militari del Nucleo di polizia ambientale agroalimentare e forestale (Nipaaf) di Chieti, coordinati dal tenente colonnello Marco Santilli, dopo un’approfondita attività di indagine...
CHIETI . I militari del Nucleo di polizia ambientale agroalimentare e forestale (Nipaaf) di Chieti, coordinati dal tenente colonnello Marco Santilli, dopo un’approfondita attività di indagine culminata con decreto di ispezione disposto dalla procura Chieti, hanno deferito all’autorità giudiziaria il titolare di un autolavaggio, responsabile di uno scarico illecito di reflui industriali nella rete fognaria, in assenza di autorizzazione.
Erano state riscontrate delle anomalie, soprattutto nei consumi dell’acqua ed i militari, insieme al personale dell’Aca nominato ausiliario di polizia giudiziaria, hanno provveduto all’ispezione dei serbatoi presenti all’interno della ditta, rinvenendo un ingegnoso sistema che consentiva di bypassare il sistema di filtraggio dei reflui, scaricandoli abusivamente all’interno della rete fognaria. L’utilizzo di un tracciante ha evidenziato il percorso seguito dal refluo, consentendo di accertare la condotta illecita: «Infatti, l’artificioso sistema di convogliamento delle acque», spiega il tenente colonnello Tiziana Altea, «era assicurato mediante l’installazione di un tubo posto all’interno della cisterna abusivamente collegato alla rete degli scarichi degli adiacenti servizi igienici».
I militari hanno quindi sottoposto a sequestro preventivo lo scarico abusivo, sigillando la relativa conduttura. L’autolavaggio non è stato sequestrato in quanto la ditta è fornita di apposito impianto di depurazione e recupero delle acque.
All’indagato è stata contestata l’apertura di scarichi industriali non autorizzati, per cui è previsto l'arresto da due mesi a due anni o l'ammenda da millecinquecento euro a diecimila euro ai sensi dell’art. 137 comma 1 del codice dell’ambiente. (a.s.)

