«Serve almeno un altro mezzo»

7 Dicembre 2015

Il presidente della coop, De Petra, sollecita l’intervento della Asl

LANCIANO. «Non è possibile che Lanciano e il suo hinterland che conta oltre 65.000 residenti abbia una sola unità di 118. È necessaria una seconda ambulanza. Basterebbe un mezzo con un autista e un infermiere, la cosiddetta ambulanza India per migliorare i soccorsi. Si faccia carico di questa richiesta il responsabile del dipartimento emergenza- urgenza della Asl Lanciano Vasto Chieti, Antonio Caporrella». E’ Antonio De Petra, presidente della cooperativa Croce Gialla a riproporre un problema che si trascina da anni. Un solo mezzo a servizio di una popolazione di 65.000 abitanti che arriva a 100.000 in estate. «Territori come quello frentano e vastese non possono stare con un solo mezzo118» sostiene De Petra «perché sono ampi e con popolazioni che in estate superano le 100.000 persone. Capita spesso che il mezzo chiamato sia fuori per altri soccorsi. Sabato sera la Croce Gialla ha effettuato un soccorso da codice rosso perché l’ambulanza118 di Lanciano era impegnata in un altro intervento e quelle di Casoli e Atessa sarebbero arrivate troppo tardi. E per fortuna il mezzo c’era, perché non era impegnato in altri servizi di trasporto altrimenti oggi staremo piangendo la perdita di un bimbo di 15 giorni». Capita piuttosto spesso anche che un soccorso a Lanciano si presti dopo 20 minuti di attesa perchè l'ambulanza deve arrivare da Casoli o da Atessa. «Servono» insiste «almeno un'altra ambulanza 118, sia a Lanciano che a Vasto»A. (t.d.r.)