Servizi sociali, richieste di aiuto raddoppiate

21 Ottobre 2020

Il Covid aumenta le difficoltà. Il consorzio che aiuta le famiglie: «Periodo impegnativo, è emergenza»

VASTO . Aziende in crisi, attività commerciali a rischio. Le famiglie vastesi devono fronteggiare un crollo dell’economia d’intensità mai sperimentata negli ultimi 50 anni. Gli effetti dell’epidemia sono pesanti e diffusi sia a livello materiale che psicologico. L’occupazione si è ridotta del 7,1% tra i giovani, del 2,5% tra i lavoratori di età compresa tra i 35 e i 49 anni, è leggermente aumentata tra quelli con 50 e più anni. Il calo ha interessato sia le donne che gli uomini. Tanti gli stati di ansia e depressione. Sono raddoppiate le richieste di aiuto ai servizi sociali. A confermarlo è Maria Di Camillo, responsabile del Consorzio Sgs, servizi globali socio-sanitari.
Il consorzio che gestisce il sociale a Vasto e nel Vastese ha in mano il termometro della situazione. Tanti i cittadini che chiedono un aiuto economico, ma ci sono anche quelli che hanno bisogno di aiuto psicologico. I disagi per i disabili sono triplicati. Cresciuti anche i rischi per gli operatori che svolgono le visite domiciliari, ma i lavoratori non si risparmiano. «È un periodo estremamente impegnativo», conferma la dottoressa Di Camillo. «Siamo in emergenza e gli operatori del sociale stanno lavorando come non mai, riscoprendo il loro ruolo e quello dei servizi. L’attenzione è verso le persone di qualsiasi età. Verso chi sta male e ha bisogno di aiuto. La situazione che stiamo vivendo ci ha messo in condizioni di dover reinventare i servizi in meno di una settimana. Questo periodo ci ha dato anche una grande occasione: quella di riscoprire il senso di squadra e la partecipazione attiva di tutti i colleghi. Esprimo molta soddisfazione e gratitudine per l’alto livello di responsabilità mostrato dai lavoratori del sociale».
Il Covid ha accresciuto anche i casi di ansia e depressione. La seconda ondata e l’incertezza per il futuro stanno causando nuove forme di ansia e un diffuso malessere psicofisico al di là delle ricadute sociali ed economiche, con risvolti che vanno dalla difficoltà di concentrazione al disturbo del sonno. Il Covid spaventa perché è una malattia che non ha un trattamento specifico. Cresce la corsa al tampone e ai vaccini. «Fare il tampone è giusto», dice il direttore sanitario della Asl, Angelo Muraglia. «Occorre rispettare tuttavia i tempi del virus. Non va fatto subito dopo un contatto a rischio, ma dopo qualche giorno». Dal 15 ottobre la Asl ha attivato il servizio di monitoraggio anche a Gissi. (p.c.)