Servizio rifiuti alla Ecolan Quattro ditte vanno al Tar

La Rieco e società di Vasto, Ortona e Isernia fanno ricorso contro l’affidamento del Comune di Lanciano alla partecipata pubblica. Pupillo: «Ce lo aspettavamo»
LANCIANO. Sono quattro i ricorsi al Tar di Pescara presentati da ditte private contro l’affidamento in house del servizio di igiene urbana da parte del Comune di Lanciano alla società pubblica EcoLan spa. Una “tegola” caduta sull’amministrazione comunale, che adesso dovrà difendere in tribunale la scelta votata nell’estate scorsa da 14 consiglieri, tra cui anche quelli del gruppo misto. Le società, tutte private, che si sono rivolte al Tar sono la Rieco, la Igam di Ortona, la Smaltimenti sud di Isernia e la Sapi di Vasto. Tre ricorsi su quattro sono molto simili tra loro, quasi un copia incolla. Ciò che viene contestato alla EcoLan, che non viene riconosciuta come società al 100% pubblica, è in sostanza il controllo analogo e l’attività prevalente della società, due elementi cardine che, però, sono stati migliorati nel nuovo statuto adottato dalla società partecipata proprio per mettersi al riparo da eventuali ricorsi. L’amministrazione aveva annullato la prima delibera di affidamento in house approvata alla fine di giugno, e poi ne ha approvata una nuova basata sul nuovo statuto. In particolare per quanto riguarda il controllo analogo, ovvero il controllo amministrativo che i sindaci possono esercitare nei confronti della società, il regolamento societario ha concesso più potere alle fasce tricolori attraverso la costituzione di un comitato ristretto passato da sette a nove sindaci. «Ci aspettavamo questa reazione», afferma il sindaco Mario Pupillo, «del resto stiamo portando avanti un’operazione che costa 40 milioni di euro in 10 anni, è normale che ci sia questo interesse da parte di molte società private. Il fatto che ci sia questo “cartello” di ricorsi ci fa capire che diamo fastidio a chi finora ha potuto operare in regime privatistico. Noi però vogliamo restituire al pubblico un servizio essenziale e lo stiamo facendo in modo virtuoso, trasparente ed economicamente vantaggioso».
Intanto la EcoLan incassa una notizia positiva per i 53 comuni soci, ma che riguarda in generale tutti i Comuni d’Abruzzo. La Regione, tramite una delibera di giunta, ha approvato direttive tecniche che prevedono, per i cosiddetti “Comuni ricicloni” che effettuano oltre il 65% di raccolta differenziata, lo smaltimento diretto in discarica, senza preventivo trattamento del secco residuo che resta dalla raccolta differenziata spinta. «Questo provvedimento è stato fortemente voluto dalla Ecolan», commenta il presidente della società, Massimo Ranieri, «perché consente di riconoscere ai cittadini il giusto risparmio economico in relazione agli sforzi sostenuti nella differenziazione dei rifiuti. I comuni con oltre il 65% di differenziata, e i 12 comuni in cui il servizio di igiene è gestito dalla EcoLan lo sono quasi tutti, risparmiano circa 50 euro a tonnellata sull’indifferenziato, che non va più a trattamento ma direttamente in discarica».
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