Sette sindaci si uniscono: rilancio in Val di Sangro

10 Settembre 2021

I Comuni di Atessa, Lanciano, Paglieta, Casoli, Perano, Fossacesia e Gamberale lanciano la proposta: fondi europei per strade e ferrovie, vicini a Sevel e indotto

ATESSA. Rendere competitivo il territorio, non solo per Sevel, ma per tutto il mondo dell’industria automotive e fare in modo che la Val di Sangro diventi una questione di rilevanza nazionale. I sindaci del Sangro Aventino e del Frentano si sono riuniti martedì scorso, nel giorno dell’arrivo del ceo di Stellantis, Carlos Tavares in Sevel, per affrontare quello che sta sempre più diventando il “caso Sevel”. Dopo gli stop forzati per mancanza di materiali di fornitura (i semiconduttori provenienti da Taiwan), la confermata politica del gruppo a non stabilizzare i precari, ma a dare priorità a chi è in cassa integrazione e l’avanzata di uno stabilimento polacco che potrebbe diventare una spina nel fianco di Sevel, le fasce tricolore sono preoccupate. Il riverbero sul territorio anche solo di una battuta d’arresto di Sevel potrebbe essere drammatico per un’area industriale dove la fabbrica del Ducato conta un rapporto di due/tre lavoratori dell’indotto per ogni dipendente Sevel.
Da mesi il Comune di Atessa lavora sulla questione e martedì c’è stato il primo di una serie di incontri, non ultimo un convegno in autunno sulle prospettive della Val di Sangro. «Ci siamo interrogati», spiega il sindaco di Atessa, Giulio Borrelli, «su cosa possiamo fare perché al di là del problema contingente dei semiconduttori e della vertenza sindacale, c’è un problema strategico di cui dobbiamo farci carico come amministratori e riguarda le infrastrutture». Porti, strade di collegamento, rete energetica, costo dell’energia, ferrovie sono da decenni questioni irrisolte. «Oggi», rimarca Borrelli, «abbiamo l’opportunità eccezionale di attingere ai fondi europei con il Pnr (piano nazionale per la ricerca, ndc) e si può lavorare sul Cis (Contratto istituzionale di sviluppo) di Industria sostenibile che abbiamo già presentato a governo e Regione».
Dall’incontro è emersa la necessità di un gruppo di lavoro ristretto di primi cittadini che è stato costituito con i comuni di Atessa, Lanciano, Paglieta, Casoli, Perano, Fossacesia e Gamberale. Il gruppo lavorerà per cercare di essere presente anche ai tavoli istituzionali e, al tempo stesso, per portare avanti obiettivi fissati nel contratto istituzionale Val di Sangro per l’industria sostenibile. Altra questione riguarda la creazione, in Val di Sangro, di un centro dell’innovazione e della ricerca. Oltre alle infrastrutture è necessario che il polmone produttivo del centro sud abbia anche un cervello. «Tutto dipende dal mercato», fa notare il sindaco di Atessa, «ma se è vero, come sostiene Tavares che non è conveniente produrre veicoli elettrici e servono a poco per ridurre l’inquinamento, bisogna capire e studiare quali dovranno essere i furgoni e le auto del futuro. Proponiamo un avanzato centro per l’innovazione e la ricerca, che collochi un pezzo del cervello ideativo accanto alla produzione manifatturiera».