Sevel, 47 operai da Cassino: a casa i locali

Niente proroga del contratto a tempo, in arrivo i trasfertisti anche da altri stabilimenti. I sindacati: «Mai così in 40 anni»
ATESSA. Non verrà prorogato il contratto a tempo determinato per 47 lavoratori Sevel provenienti da agenzie di somministrazione. Al loro posto, a partire già da lunedì, arriveranno dipendenti trasfertisti da altri stabilimenti tra cui quello di Cassino. Lo ha comunicato la direzione aziendale della fabbrica dei furgoni commerciali leggeri. Subito si è riunito il comitato esecutivo delle rsa, tra lo sconcerto e la dura reazione di lavoratori e rappresentanti sindacali.
«Siamo un'azienda e un territorio che da sempre hanno costruito sull'accoglienza un punto di forza», spiega una nota delle rsa Fim-Cisl, «ma una decisione in questi termini è assurda e incomprensibile. In 40 anni di storia Sevel non si era mai verificata una decisione di questo tipo: in passato si è sempre riusciti a dare un futuro ai giovani del territorio. Oggi si va in controtendenza. Dopo anni di record e crescita produttiva, dopo aver implementato i turni di lavoro, portando lo stabilimento a ruotare su 17 turni e in una fase in cui l'azienda vuole addirittura incrementare nuovamente la produzione per il 2021, anziché pensare a un percorso di stabilizzazione per i tanti ragazzi in staff leasing presenti nello stabilimento, si decide in maniera unilaterale di lasciarli a casa e senza reddito. Il tutto in un periodo storico ed economico aggravato dalla pandemia Covid. Non è accettabile che si prendano decisioni che vedono interessate persone e famiglie senza un confronto coi il sindacato».
«Quello che sta accadendo in Sevel ha dell'assurdo», tuona il segretario Fim-Cisl Domenico Bologna, «in questo momento dove si sta ragionando di aumentare la capacità dello stabilimento, lasciare 47 lavoratori locali a casa non ha senso. Siamo in netta contrapposizione con le scelte e i modi con cui Stellantis in maniera unilaterale ha preso questa decisione». «Lasciare a casa i giovani in somministrazione per sostituirli con dei trasfertisti», interviene Nicola Manzi, segretario Uilm Abruzzo in una nota congiunta col le rsa Uilm Sevel, «oltre a rappresentare un costo superiore, è la prima volta che accade in Sevel. Comprendiamo la solidarietà verso gli altri stabilimenti della galassia Stellantis che sono in cassa integrazione, ma questa è una notizia negativa per i tanti sacrifici dei lavoratori Sevel e per tutto l’Abruzzo. Con questa pandemia considerando che siamo in zona rossa, dovrebbe essere maggiormente favorita l’occupazione locale. Chiediamo a Sevel di dare a questi giovani la possibilità di rientrare in azienda in tempi brevi, anche per fronteggiare le crescenti richieste del Ducato sul mercato europeo».
L’impianto Stellantis di Atessa ha prodotto, al 31 dicembre, 257.026 veicoli. Per il prossimo anno le prospettive partano di oltre 300mila veicoli.
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