Sevel, c’è carenza di materiali: la produzione si ferma due giorni

Mancano alcuni componenti per i furgoni: saltano lo straordinario di oggi e i 3 turni di lunedì e martedì La preoccupazione dei sindacati: «Impatto negativo sui salari, il futuro non sembra incoraggiante»
ATESSA. È stato revocato per mancanza di componenti il turno di straordinario previsto per oggi in Sevel al primo turno. Lo ha comunicato ieri mattina la direzione aziendale della fabbrica dei furgoni commerciali leggeri alle organizzazioni sindacali insieme alla fermata produttiva, su tutti e tre i turni, anche per lunedì e martedì. L'azienda stava pianificando di produrre il più possibile nel mese di novembre e sono già diversi i turni straordinari programmati nelle ultime due settimane. Ma a stravolgere il calendario produttivo è stata l'improvvisa mancanza di fornitura, una situazione che si è registrata spesso nell'ultimo anno. Questa volta non si tratta solo di microchip, ma mancano all'appello anche altri tipi di materiali, in particolare gli stereo, cosa che rende impossibile lavorare alla realizzazione dei furgoni commerciali. «La situazione non è particolarmente incoraggiante per il futuro», interviene Gianluca Gagliardi, segretario territoriale Fismic, «la Sevel, rispetto ad altre realtà metalmeccaniche riesce a mantenere un buon range di operatività, grazie alla richiesta sul mercato dei mezzi da lavoro, sicuramente superiore alla richiesta di auto private, ma subisce dei fermi obbligati a causa della reperibilità della componentistica. In un momento storico come quello odierno», prosegue Gagliardi, «con l'inflazione ormai a due cifre anche solo la revoca di uno straordinario e due giorni di fermo possono impattare negativamente sui salari e sulle condizioni di vita delle famiglie. Auspichiamo che il problema delle materie prime si risolva». «Sevel aveva programmato di rispondere il più possibile agli ordinativi questo mese perché riteneva, secondo le previsioni, di poter rischiare. Purtroppo così non è stato», specifica Giancarlo Carlucci, componente del comitato esecutivo delle rsa per la Uilm, «ritengo che per ciò che rappresenta Sevel per migliaia di lavoratori, per l'intero territorio abruzzese e per i risultati produttivi ottenuti finora, sia necessario restare vicini allo stabilimento, evitando allarmismi e critiche distruttive che possono solo nuocere alla Sevel, pur mantenendo saldo il ruolo di controllo che hanno i sindacati».

