Sevel, Fim scontenta dei nuovi turni
Atessa. Rsa convocate per oggi: «L’azienda deve dare ancora risposte»
ATESSA. L’aumento dei turni in Sevel, che sarà avviato a partire dal 7 ottobre, mette in allerta la Fim-Cisl che ha convocato per oggi alle 9 nell’hotel Giardino a Fossacesia, il consiglio delle Rsa per l’avvio della cosiddetta “procedura di raffreddamento”. Si tratta di un estremo tentativo obbligatorio di conciliazione, sancito dal contratto collettivo specifico Fiat, con l’obiettivo di sedare i conflitti prima di arrivare allo scontro definitivo. Un’altra procedura di raffreddamento in Sevel era stata avviata, ad esempio, nel 2012, contro il sistema di metrica del lavoro Ergo-Uas, definito sistema taglia-tempi per abbattere i tempi morti dei lavoratori e accorpare le pause individuali in un'unica pausa collettiva.
E che i nuovi turni non piacessero se ne era avuto sentore già da mesi. L’ultimo campanello d’allarme è stata la mancata firma da parte del comitato esecutivo delle Rsa di Fim, Uilm e Fismic dell’esame congiunto sul passaggio da 15 a 17 turni (12 turni più i 5 della notte volontaria). «Ci troviamo alla soglia della partenza della nuova turnazione ancora senza risposte», scrivono le Rsa Fim, «l’azienda lo scorso marzo aveva espresso al comitato esecutivo la volontà di aumentare la capacità produttiva e modificare l’attuale turnazione con 17 turni, in un secondo momento viste le nostre richieste a fronteggiare tale incremento con una rotazione degli addetti, si è presentata il 2 luglio modificando la condizione iniziale, con la comunicazione di applicare non più 17, ma i 12 turni. La domanda sorge legittima: tutti i seimila dipendenti gireranno su 12 turni? La risposta dell’azienda è stata che il volontariato (applicato ai turni notturni, ndc) non è regolamentato da leggi né contratti. Ma allora perché le 1.400 operai impiegati sul turno di notte fisso vengono comandati a svolgere lo straordinario? Perché ci sono verbali di comunicazione che impongono ai lavoratori di recuperare di domenica le giornate perse in maniera collettiva? I lavoratori della notte che producono in egual modo, sono dei fantasmi?».
La Fim contesta anche la reazione dell’azienda a «ragionare solo in parte» sulla richiesta di incentivo economico per i lavoratori del primo e del secondo turno e su un sistema che preveda la riduzione dell'orario il sabato pomeriggio.
E preoccupa anche la disparità economica che si verrebbe a creare tra i dipendenti visto che i turni del sabato non sarebbero più pagati come straordinario e che i lavoratori del turno notturno percepirebbero degli incentivi in più. (d.d.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

