Sevel, Fiom sciopera «Basta ai weekend trascorsi al lavoro»

24 Marzo 2018

Atessa, stop all’intero turno straordinario di oggi e domani Labbrozzi: bisogna riposare e stare a casa con le famiglie

ATESSA. È sciopero in Sevel, oggi e domani, per l’intero turno di straordinario. A proclamarlo è la Fiom che, ancora una volta, contesta la politica aziendale dei sabati e delle domeniche di turni lavorativi extra per soddisfare le esigenze dell’aumento costante di produzione. La fabbrica del Ducato Fiat e dei gemelli Boxer Peugeot e Citroen Jumper si trova di fronte ad una eccezionale salita produttiva che fa segnare da anni record su record sul numero dei veicoli commerciali prodotti. A marzo sono stati richiesti tre domeniche e due sabati extra sulle linee di montaggio. Ma lo stabilimento e i dipendenti arrancano dietro ai nuovi ritmi e con essi anche le fabbriche dell’indotto che non possono assumere nuovo personale o interinali nei weekend e che devono fare i salti mortali per stare al passo con lo stabilimento che impiega oltre 6mila dipendenti. In Sevel proprio a seguito delle nuove richieste di mercato (questa volta sul fronte del Ducato Pro Master prodotto per il Messico) sono stati aumentati, nel giro di tre anni, i turni per la manutenzione, passati da 15 a 18 e, a partire dai primi di aprile, a 21 turni. “Il weekend a casa con la mia famiglia” è lo slogan della Fiom scelto per la due giorni di sciopero. «I lavoratori continuano a subire straordinari su straordinari e recuperi su recuperi, senza discussione né confronto con la direzione aziendale», stigmatizza il segretario provinciale Davide Labbrozzi, «i corpi chiedono di poter riposare e le famiglie vorrebbero la presenza di chi vive tanto in fabbrica. La Fiom ritiene necessaria l’apertura di un tavolo negoziale: è indispensabile rimettere al centro della discussione il problema delle saturazioni, della sicurezza aziendale e la questione che in questi giorni sta sconvolgendo la vita di 200 lavoratori della manutenzione con l’avvio dei 21 turni. La Fiom», conclude Labbrozzi, «non arretrerà di un solo passo. Nei 35 anni di storia sindacale scritti da questo stabilimento non si erano mai verificate condizioni di tale sudditanza del sindacato e mai si era assistito ad una politica aziendale così incurante delle esigenze dei lavoratori». (d.d.l.)
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