Sevel, l’azienda è pronta per ripartire

Incontro tra dirigenza e sindacati sulle misure contro il contagio: formazione, informazione e sanificazione degli ambienti
ATESSA. La Sevel è pronta a ripartire, non appena lo consentiranno le disposizioni governative. Si è svolto ieri l’incontro con i rappresentanti sindacali aziendali di Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Ugl e Aqcfr dopo che, il giorno prima, a livello nazionale, Fca ha siglato l’accordo con i vertici delle organizzazioni sindacali sulle misure di sicurezza attivate in ogni stabilimento del gruppo.
Lo stabilimento del Ducato, assieme a quelli di Mirafiori e Melfi, potrebbe essere tra i primi a riavviare le linee produttive. E ieri la direzione aziendale Sevel ha specificato che lo stabilimento di Atessa è stato capofila nell’adeguamento alle disposizioni di sicurezza anti Covid-19, tra i primi a partire e tra i più all’avanguardia nell’adozione delle misure per la prevenzione e il contenimento del contagio dal virus.
«In attesa della decisione del governo sulla riapertura, che potrebbe coinvolgere la Sevel», scrivono le rsa di Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Ugl e Aqcfr, «abbiamo avviato un confronto con l’azienda in base a quanto previsto dall’accordo firmato a livello nazionale. Formazione e informazione dei lavoratori, pulizia e sanificazione degli ambienti di lavoro, rilevazione della temperatura con termoscanner, utilizzo dei dispositivi di protezione, rispetto della distanza di sicurezza e prevenzione di ogni possibile fonte di contagio, sono alcuni dei punti illustrati per coniugare il lavoro con il diritto alla salute e sicurezza dei lavoratori». Tra le misure adottate c’è anche il blocco dell’arrivo dei trasfertisti per la produzione. I sindacati hanno chiesto particolare attenzione «per coloro che vanno a lavoro utilizzando i mezzi pubblici, avendo avuto notizia che la Sevel ha già chiesto alla Regione e alle aziende che gestiscono il trasporto pubblico di garantire la sicurezza dei viaggiatori».
«La salute e la sicurezza dei lavoratori», ha assicurato giovedì ai sindacati Pietro Gorlier, amministratore delegato Fca, «sono le priorità principali del gruppo». Le linee guida definite nell’accordo si basano sulla scrupolosa attuazione delle disposizioni dei decreti governativi e sono state «validate e confermata dai principali virologi italiani, tra cui il professor Roberto Burioni dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, esperti nell’analisi e nella valutazione delle misure di prevenzione e profilassi che caratterizzano le azioni di contrasto alla pandemia che ha coinvolto tutto il mondo».
All’ingresso di ogni stabilimento Fca saranno effettuati rigidi controlli: «Personale specializzato e medico, protetto da dispositivi specifici, misurerà la temperatura corporea utilizzando telecamere termiche, telecamere termiche mobili e termometri manuali a distanza e in caso di temperature superiori ai limiti consentiti saranno messe in atto tutte le azioni previste dalle disposizioni governative».
Ad ogni lavoratore sarà inoltre consegnato un kit personale che comprende, salvo esigenze specifiche, due mascherine chirurgiche e un paio di guanti per ogni giornata lavorativa e un paio di occhiali al mese che dovranno essere sempre utilizzati durante le operazioni di pulizia del proprio posto di lavoro che lo stesso dipendente dovrà fare in aggiunta agli interventi che nel corso della giornata verranno fatti più volte da personale specializzato delle imprese di pulizie nei locali comuni.
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