Sevel, nuovo fermo produttivo Il rientro in fabbrica slitta a oggi

Al turno notturno di martedì e nei tre di ieri sono mancati i motori per i veicoli francesi del gruppo In funzione solo l’area Ckd per le produzioni destinate al Messico e dei ricambi del vecchio Ducato
ATESSA. Nuovo fermo produttivo in Sevel, martedì per il turno notturno e ieri per primo, secondo e terzo turno, sempre a causa di problemi di fornitura. Ormai crescono a ritmi esponenziali le giornate di stop nel più grande stabilimento d'Europa per la produzione di veicoli commerciali leggeri.
Lo stabilimento è già in regime di cassa integrazione fino a domani per 1.700 dipendenti per mancanza dei microchip che compongono quella che in fabbrica viene chiamata scatola sterzo ZF. Negli ultimi quattro turni saltati per l'intero stabilimento, invece, il colosso a marchio Stellantis si è dovuto fermare per il mancato arrivo dei motori per i veicoli francesi del marchio che produce furgoni per le case automobilistiche Fiat, Citroen, Peugeot e Opel che avrebbero dovuto essere realizzati in questi giorni.
Il problema si ricollega sempre al problema mondiale chiamato dagli anglosassoni chip crunch, ossia crisi dei componenti elettrici provenienti dal mercato asiatico e in particolare Taiwan, Malesia, Cina e Corea. La direzione aziendale si è vista quindi costretta, ieri mattina, ad annunciare il blocco produttivo previsto inizialmente solo fino alle 14, ma poi prolungato fino al terzo turno. In funzione è rimasto solo l'area Ckd, con addetti impegnati alla produzione specifica per il Messico e pezzi di ricambio per il vecchio modello Ducato. Si riprende questa mattina con l'incognita, sempre presente, che di qui ai prossimi mesi, e anche per buona parte del 2022, si dovrà fare i conti con la fornitura a singhiozzo.
E durerà fino a domani la cassa integrazione prevista per 1.700 dipendenti, una scelta aziendale non gradita da parte delle rsa di fabbrica. La Uilm, pur riconoscendo all'azienda il rispetto della normativa, ha infatti ritenuto «non condivisibile il criterio adottato per la scelta dei lavoratori da mettere in cassa integrazione». Nell'ultima settimana la produzione si è abbassata da 1.180 furgoni al giorno a 920. Da fine settembre, inoltre, a causa del problema di rifornimento di microchip, Sevel ha dovuto ridurre anche i turni, passati da 18 a 15. Sabati e domeniche sono tornati non lavorativi.
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