Sevel, produzione in calo del 37% La Cisl: «Investire sull’idrogeno»

Il sindacalista Uliano: «I continui stop per i semiconduttori hanno determinato perdite pesanti» E c’è la richiesta di assumere a tempo determinato 280 lavoratori con il contratto in scadenza
ATESSA. Poco meno di 103mila veicoli commerciali prodotti nel primo semestre di quest’anno alla Sevel di Atessa, -37,2% rispetto al 2021 quando la produzione si era attestata a 163.780 unità. «Sevel è l’unico stabilimento di produzione al di sotto anche del periodo Covid del 2020», rileva la Fim-Cisl. Complessivamente i dati della produzione Stellantis nei primi sei mesi del 2022 segnano un dato ancora negativo (-13,7% rispetto al 2021).
«I continui stop produttivi per i semiconduttori determinano le perdite più pesanti nelle fabbriche di Melfi e Sevel», analizza il segretario nazionale Fim Cisl Ferdinando Uliano, «che hanno sempre rappresentato gli stabilimenti italiani con un contributo maggiore per la crescita complessiva dei volumi». Alla Sevel la situazione dei fermi produttivi per i semiconduttori ha condizionato fortemente i risultati produttivi. Nel 2021 si sono persi circa 40.000 furgoni, con un contraccolpo occupazionale di oltre mille lavoratori. «Nei primi sei mesi del 2022 i semiconduttori hanno fermato complessivamente 116 turni lavorativi», rimarca la Fim-Cisl, «ad oggi rimane il problema più grave in particolare per Sevel: c’è un numero importante di ordini che non vengono evasi e il costo a carico dei lavoratori per via dell’uso degli ammortizzatori sociali diventa sempre più pesante». «Il recente accordo con Toyota rappresenta una ulteriore potenzialità per il futuro di Sevel», sottolinea Uliano, «come Fim-Cisl riteniamo indispensabile che oltre alla tecnologia del Ducato elettrico si debba investire e sviluppare sulle motorizzazioni ad idrogeno. La copertura anche di questa tipologia di produzione consentirà allo stabilimento di Val di Sangro di continuare ad avere la leadership nel settore. Per noi rimane comunque aperta la questione, che dovrà essere verificata con attenzione, sugli equilibri interni al gruppo dopo la partenza della produzione in Polonia: vogliamo la garanzia che la produzione del nuovo stabilimento polacco sia aggiuntiva e non sostitutiva di quella italiana. In linea con gli impegni di rafforzamento di Sevel», conclude il segretario nazionale Fim-Cisl, «è necessario inoltre che Stellantis stabilizzi i lavoratori a tempo indeterminato con una soluzione positiva per i lavoratori in somministrazione ancora in forza in azienda, circa 280, e assuma l’impegno a recuperare in via prioritaria gli oltre 650 a cui è stato interrotto il contratto nel corso del 2021. Alla ripartenza dei volumi questa è una questione non rinviabile».

