Sevel sale a 18 turni: sarà l’anno dei record

Dal 2 maggio l’azienda punta a realizzare 320mila furgoni Ducato: 20mila in più rispetto alla capacità dello stabilimento
ATESSA. È pronto ad ingranare la quinta dal prossimo 2 maggio lo stabilimento Sevel in vista di una salita produttiva che lo porterà, alla fine dell'anno, a produrre oltre la sua capacità massima, ovvero 320mila veicoli commerciali leggeri, 20mila in più rispetto alla saturazione produttiva della fabbrica dei record, capace di realizzare un prodotto di qualità richiestissimo sul mercato europeo e non solo, disponibile in 1.314 versioni diverse, un'eccellenza che è una prerogativa della sola Sevel. Il salto sarà possibile aumentando i turni, così come era accaduto l'8 ottobre 2019 quando si è passato da 15 e 17 turni. Questa volta ad essere interessato dal ciclo continuo si aggiunge anche la notte che prima restava vincolata alle giornate di straordinario di lavoro extra.
NUOVI TURNI La turnazione passa quindi da 17 a 18 turni che, nel caso di Sevel, è più corretto definire come 12+6 visto che il terzo turno (C) resta destinato ai soli volontari. Quindi si lavorerà dal lunedì al sabato, mattina e pomeriggio, e tutte le notti dalla domenica al venerdì con riposo a scorrimento in regime ordinario e non più straordinario. La fabbrica del Ducato non si fermerà più. E come Sevel dovranno fare anche le aziende fornitrici dell'indotto che già da qualche settimana sono state avvisate della novità.
L’AUMENTO PRODUTTIVO La sterzata verso i 320mila furgoni l'ha provocato il restyling dell'attuale modello di Ducato che già era stato rinnovato nel 2019. Questa volta i furgoni presenteranno un restyling estetico, in attesa del furgone commerciale nella versione 100% elettrica.
IL PERSONALE La direzione aziendale Sevel ha comunicato ieri ai sindacati Fim, Uilm, Fismic, Uglm e Aqcf la proroga per 3 mesi del contratto dei 77 lavoratori “somministrati” in scadenza a fine marzo. Da lunedì 22 marzo, in aggiunta ai 47 già arrivati nei giorni scorsi (e che hanno sostituito altrettanti lavoratori interinali non confermati) arriveranno invece altri circa 60 lavoratori trasfertisti (15 da Cassino e 45 da Pomigliano) per fronteggiare la salita produttiva. Attualmente in Sevel si contano in totale 6.500 dipendenti che comprendono oltre 200 trasfertisti e oltre 900 dipendenti tra lavoratori da agenzie di somministrazione e in staff leasing.
LE REAZIONI «Sevel», interviene il segretario Fim Abruzzo e Molise, Domenico Bologna, «con il passaggio da Fca alla multinazionale Stellantis giocherà un’importante partita nei prossimi anni che vedrà delineare il futuro dello stabilimento. Come Fim-Cisl abbiamo sempre ribadito l’importanza di investire sul territorio e sulle infrastrutture (costi energia, banda larga, porti, collegamento adriatica/tirreno), per essere competitivi sul mercato globale e per essere pronti alle prossime sfide del futuro. Su questo ultimo punto nei prossimi mesi chiederemo un incontro alla Regione, per pianificare azioni di valorizzazione del territorio e tutele dei giovani». «È una notizia positiva», commenta Gianluca Gagliardi, Fismic, «in una fase storica che vede la perdita dei posti di lavoro e la chiusura di stabilimenti. Abbiamo chiesto a Sevel di richiamare anche i 47 dipendenti non confermati, fermo restando la nostra storica solidarietà nei confronti di stabilimenti del gruppo in difficoltà. La salita produttiva consente di far lavorare tutti». «Per noi», dichiara Nicola Manzi, Uilm Chieti-Pescara, «la priorità è l'occupazione locale, chiediamo di stabilizzare i dipendenti del territorio e rimpiazzare al più presto i numerosi pensionamento che ci sono stati in questi anni».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

