Sevel, salta anche il turno extra del 30 aprile

28 Aprile 2022

Atessa. Mancano le forniture, l’azienda annulla il recupero e teme altri stop. Timori alla Trigano Van 

ATESSA. Recupero produttivo anzi no. Lo stabilimento Sevel fa dietrofront sulla giornata lavorativa da recuperare sabato 30 aprile, così come aveva annunciato appena 24 ore prima e annulla il turno di lavoro previsto dalle 5.45 alle 13.45. Ancora una volta a dettare la pianificazione dei turni e l'organizzazione del lavoro è la mancanza di materiale di fornitura. Questa volta sono più componenti a mancare all'appello, il che porta a dover gestire una situazione non prevedibile in cui si naviga, letteralmente, a vista. Il turno previsto dovrà essere quindi riprogrammato in altra data. A concorrere agli stop forzati del più grande stabilimento per veicoli commerciali leggeri d'Europa è la grande situazione di incertezza economica che si respira in questi mesi. Oltre alla guerra in Ucraina (nel paese aggredito dalle forze armate russe si realizzano molti pezzi di assemblaggio per il settore automotive) ci sono da considerare le difficoltà logistiche del trasporto con navi cargo ferme per giorni nei porti e il Covid che ha rialzato prepotentemente la testa. Molti materiali arrivano infatti nelle fabbriche metalmeccaniche europee direttamente dall'Asia, dove si stanno contando di nuovo severissimi lockdown.
Il quadro generale non è per niente incoraggiante. Ecco perché si temono nuove giornate di stop già a partire da martedì che potrebbero protrarsi fino alla fine della settimana con ripercussioni che si fanno molto pesanti nello stabilimento della Trigano Van che produce camper e van sui telai Ducato. «L' azienda che proporzionalmente è cresciuta più di tutte in Val di Sangro», denuncia la Fiom, «è quella che sta ricorrendo più di tutti alla cassa integrazione con le inevitabili ricadute economiche sulle tasche delle famiglie».
Intanto è polemica per la scelta che arriva direttamente dalla direzione generale, di non far utilizzare, a partire dal 2 maggio, i parcheggi interni degli stabilimenti italiani Stellantis a chi non possiede auto con marchi del gruppo, ovvero Fiat, Alfa Romeo, Lancia, Maserati, Abarth, Peugeot, Citroen, DS, Opel, Vauxhall, Jeep, Chrysler, Dodge, Ram. «L'arroganza aziendale sembra non avere mai fine», si legge in una nota del sindacato Cobas. «Chiederiamo cosa pensa di fare l’azienda sulla sicurezza sul lavoro: la nostra sede sembra più un “magazzino” mal organizzato con presse stampaggio plastica, piuttosto che una fabbrica 4.0!». Per queste ragioni i Cobas annunciano lo sciopero sui recuperi straordinari e obbligatori dei sabati e delle domeniche di maggio alla Fca Plastics Unit.
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