Sevel verso il lavoro sette giorni su sette

Produzione in aumento, contratti di 83 precari in scadenza e tagli alle pulizie: la rsa chiede d’incontrare la direzione aziendale
ATESSA. Parte oggi la richiesta ufficiale da parte dell'esecutivo delle rsa di Sevel dei sindacati Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Aqcf di un incontro con la direzione aziendale e la commissione servizi. Ieri si è riunito il consiglio delle rsa che ha stabilito i temi da portare in discussione: la situazione delle aziende di pulizia industriale Atlas e Iscot all'interno di Sevel dopo la drastica diminuzione delle ore di lavoro; le prospettive del gruppo e l'annunciato aumento della capacità produttiva. Tra questi punti, a preoccupare le rsa c'è anche la situazione di 83 dipendenti precari il cui contratto scadrà a fine marzo. Lo scenario da evitare a tutti i costi è quello verificatosi per 47 dipendenti da agenzie di lavoro somministrato il cui contratto in Sevel non è stato rinnovato per far posto ad altrettanti trasfertisti, ossia lavoratori provenienti da altri stabilimenti del gruppo.
I rappresentanti sindacali, nel corso del consiglio di ieri, hanno ribadito che lo stabilimento Sevel si è sempre contraddistinto per la solidarietà dimostrata verso lavoratori di stabilimenti meno produttivi, ma allo stesso tempo hanno rimarcato con forza che la solidarietà non deve passare attraverso la sostituzione di forza lavoro locale, ma piuttosto deve essere in aggiunta ai dipendenti scelti sul territorio.
E dietro l'angolo c'è anche l'annunciato aumento della capacità produttiva, non ancora ratificato ufficialmente, ma nell'aria da tempo. Secondo quanto appreso da indiscrezioni, il 2021 si dovrà chiudere superando di gran lunga la capacità produttiva dello stabilimento, arrivando a realizzare 320mila furgoni. Per consentire la salita produttiva sarà necessario anche ritoccare i turni. Nel caso di Sevel, già passata da 15 a 17 turni, si interverrà sul turno notturno (fermo restante la scelta di lasciare il terzo turno fisso su base volontaria) che passerebbe alle domeniche notte lavorative con riposo a scorrimento e non più con straordinario. Sevel, in sostanza, non si fermerà mai, mantenendo il ciclo produttivo giorno e notte, sette giorni su sette. Il tutto a partire, presumibilmente, già da maggio. Di qui la volontà di chiarezza da parte dei sindacati che chiedono che ad aumento produttivo segua anche aumento di forza lavoro locale e di contratti a tempo indeterminato.
Preoccupa anche la posizione geografica e produttiva del vicino stabilimento in Polonia che, da quest'anno, produrrà 100mila furgoni cosiddetti a "passo lungo", più grandi del Ducato classico. E le parole di Carlos Tavares, amministratore delegato Stellantis, sul costo del lavoro in Italia, maggiore rispetto a Francia e Spagna, hanno allertato anche le segreterie nazionali dei sindacati, che ora chiedono un confronto urgente con l'azienda.
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