Sfilano 500 alunni per dire no al bullismo

8 Febbraio 2020

LANCIANO. Con i volti coperti da maschere bianche hanno sfilato in centro e con canti, cartelloni e balli hanno gridato “no” al bullismo. Cinquecento alunni, dall’infanzia alle medie, hanno dato vita...

LANCIANO. Con i volti coperti da maschere bianche hanno sfilato in centro e con canti, cartelloni e balli hanno gridato “no” al bullismo. Cinquecento alunni, dall’infanzia alle medie, hanno dato vita ieri mattina al flash mob nella Giornata nazionale contro bullismo e cyberbullismo a scuola. Alla manifestazione organizzata dall’istituto capofila “Mario Bosco” di Lanciano, presente con le scuole dell’infanzia Maria Vittoria, primaria Eroi Ottobrini e media Mazzini, hanno partecipato l’istituto Don Milani, con classi di Frisa e delle primaria e media di Olmo di Riccio, e il comprensivo di Tornareccio.
Sotto gli occhi vigili delle forze dell’ordine, bambini e ragazzi hanno sfilato lungo corso Trento e Trieste con i volti coperti da maschere bianche e cartelloni: “Il silenzio non vince sui bulli”, “In classe i bulli non sono ammessi”, “Il bullo è un bambino che si sente grande prendendo in giro gli altri, in realtà è il più debole e insicuro di tutti”, sono i messaggi che gli alunni hanno voluto inviare. Accanto a loro insegnanti e genitori, che si sono scatenati in balli e canti in piazza Plebiscito. Un plauso alla manifestazione è arrivato dal sindaco Mario Pupillo e dagli assessori all’istruzione, Giacinto Verna, e alle politiche sociali Dora Bendotti.
Dopo il suono di una sirena i bimbi hanno gridato: “Bullo, giù la maschera!” e ognuno ha abbracciato la persona che aveva accanto. «È una testimonianza su cos’è il bullismo e come ribellarsi», dice Mirella Spinelli, dirigente scolastica dell’istituto Mario Bosco, «nelle nostre scuole non ci sono casi eclatanti, ma occorre fare prevenzione, far capire ai bambini in crescita e ai ragazzi vicini all’adolescenza a quale rischio vanno incontro. In questo progetto siamo stati supportati dai genitori, che ci hanno aiutato a preparare cartelloni e canti. Questo problema riguarda soprattutto loro: devono stare più vicini ai figli e controllare ciò che fanno nei momenti di libertà».
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