Si andrà in Curia per annullare le nozze

La riforma del papa rischia di svuotare il Tribunale ecclesiastico di Chieti. L’avvocato: il vescovo diventa giudice unico
CHIETI. «La riforma sui processi per l’annullamento dei matrimoni religiosi è una rivoluzione copernicana che però apre degli interrogativi ai quali, al momento , è difficile rispondere». Parola di Giuseppe Orsini, avvocato matrimonialista e rotale teatino che, dall’alto della sua esperienza trentennale vissuta nelle aule del Tribunale ecclesiastico di Chieti, ci aiuta a capire in cosa consiste la riforma del diritto canonico che entrerà in vigore l’8 dicembre.
«Da quella data» spiega l’avvocato Orsini «il processo canonico per le richieste di annullamento del matrimonio alla Sacra Rota potrà essere breve, almeno nei casi in cui l’accusata nullità del matrimonio è sostenuta da argomenti particolarmente evidenti. A giudicare sarà direttamente il vescovo di appartenenza territoriale, e sarà necessario un solo grado di giudizio». Per l’avvocato matrimonialista la vera rivoluzione di questa riforma che arriva dopo tre secoli, è l’eliminazione della doppia sentenza conforme. «Non è più obbligatoria una doppia decisione conforme in favore della nullità del matrimonio, ma sarà sufficiente la certezza morale raggiunta dal primo giudice a norma del diritto. Esemplificando: se la prima causa è favorevole all’annullamento non ci saranno ulteriori passaggi giuridici».
Con un notevole risparmio di tempo per le coppie che desiderano «resettare» il sì detto davanti all’altare per poter convolare a seconde nozze con rito religioso. «Il secondo punto di forza della riforma» aggiunge Orsini «è l’organizzazione delle diocesi, ciascuna dovrà organizzarsi per creare un proprio tribunale di riferimento. Cambia anche la figura del vescovo che da moderatore diventa giudice unico. È evidente che l’alto prelato ha facoltà di delegare il suo compito al vicario giudiziale. Per l’annullamento del matrimonio religioso» aggiunge l’avvocato rotale «si potrà ricorrere anche al giudizio breve per tagliare ulteriormente i tempi di attesa, ma solo nei casi in cui l’accusata nullità del matrimonio è sostenuta da argomenti particolarmente evidenti». Sugli annunciati costi ridotti, fino alla gratuità delle spese processuali l’avvocato Orsini tiene a puntualizzare: «Nel documento promulgato “motu proprio” da Papa Francesco, contrariamente a quanto riportato dalla stampa nazionale non si parla di costi. In questo campo restano le vecchie regole. Il patrocinio gratuito è assicurato da 20 anni a questa parte». Questi i contenuti della riforma in estrema sintesi. Gli interrogativi? «Se ogni diocesi deve creare un tribunale ecclesiastico a se stante» si chiede l’avvocato Orsini «quale sarà il destino del Tribunale regionale di Chieti? E ancora come verranno trattate le numerose cause pendenti? Al momento non ci sono direttive precise» conclude l’avvocato Orsini «e l’8 dicembre è dietro l’angolo».
Nei primi mesi del 2015 la diocesi che ha il minor numero di cause matrimoniali, solo 2, è L’Aquila. Quella con il maggior numero di richieste di annullamento, 24, invece è Chieti-Vasto, seguita con 23 procedimenti da Pescara-Penne. Le cause che sono state trattate dal Tribunale ecclesiastico regionale Abruzzo-Molise nel 2014 sono 90. Quelle pendenti all’inizio dell’anno passato erano 289 a cui se ne sono aggiunte 100. Nel 2014 gli annullamenti sono stati 80, sette quelli che invece hanno sentenziato la conservazione del vincolo matrimoniale.

