Si beve alcol già a 12 anni, in aumento le ragazze

Mattinata informativa degli esperti del Ser.d Asl all’ingresso del Renzetti Fasciani: «Sottostimati gli effetti negativi anche di piccole quantità»
LANCIANO. Si beve già a 12 anni; tra gli adolescenti bevono in egual misura donne e uomini mentre tra gli adulti sono gli uomini ad alzare di più il gomito. Si tende a sottostimare gli effetti negativi che su diverse attività ha l’assunzione anche di piccole quantità di alcol; non si comprende che la stessa quantità di alcol viene assimilata in modo diverso in base al sesso, all’età, al peso. È quanto emerso ieri al termine della mattinata in cui l’equipe del Servizio dipendenze patologiche di Lanciano (Ser.d), nella postazione allestita all’ingresso dell’ospedale Renzetti, ha accolto le tante persone di tutte le età, che si sono fermate a chiedere informazioni sui rischi legati al consumo di alcol. Persone che hanno anche “provato” che cosa significa bere e poi camminare o mettersi alla guida, grazie a speciali occhiali che simulano anche una sbornia. In molti si sono cimentati, occhiali sul naso, a fare un semplice percorso ad ostacoli, diventato impervio a causa della vista distorta dall’alcol.
«Sono sconcertato», dice Errico M., 21 anni, dopo la prova con gli occhiali: «Non si vede bene, non si distinguono gli ostacoli». C’è poi chi ha provato i test con l’etilometro, chi l’apparecchio che misura i tempi di reazione agli stimoli visivi e acustici. «Sono strumenti che ci permettono di far vedere e sentire che cosa provoca l’alcol se usato in modo non consapevole», dice Paola Fasciani, responsabile del servizio dipendenza patologiche della Asl, «problemi di salute, di lavoro, nella vita sociale. Gli occhiali simulano come si vede la realtà, la strada dopo aver bevuto, sia di giorno e sia di notte, con quantità diverse di alcol; malissimo. L’apparecchio che misura i tempi di reazione ha mostrato che questi si allungano dopo aver bevuto. E dalle domande è emersa la tendenza a sottostimare gli effetti negativi che su diverse attività può avere l’assunzione anche di piccole quantità di alcol».
Ma sono i numeri a testimoniare che il consumo di bevande alcoliche è dilagante. In cura al Ser.d ci sono 127 persone, come precisato dalla direttrice del servizio di Lanciano e Vasto, Antonietta Fabrizio, 68 a Lanciano e 59 a Vasto, una ventina in più rispetto al 2018. «Sono più uomini che donne soprattutto sopra i 50 anni», dice la Fabrizio, «sono adulti che hanno preso consapevolezza del problema, sfuggono i ragazzi. Questi arrivano al Ser.d sopra i 18 anni, per la patente ritirata per guida in stato di ebbrezza. Sappiamo però che l’età media del primo bicchiere è scesa a 12 anni, che molti ragazzi seguono il “binge drinking”, il bere in modo compulsivo. Colpisce che sotto i 18 anni bevono in egual misura maschi e ragazzine, ma le donne assorbono in modo minore l’alcol rispetto agli uomini, quindi a parità di bicchieri gli effetti sono più negativi sulle ragazzine».
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