Si fingeva disabile in carrozzina: scoperto a svolgere lavori pesanti

2 Settembre 2023

Indagato per truffa aggravata ai danni dello Stato un 56enne originario di Teramo e residente a Chieti Riscuoteva gli assegni d’invalidità e si faceva filmare mentre spalava la neve. I video virali sui social

CHIETI. Doveva stare in carrozzina elettrica vista la sua invalidità al cento per cento, ma secondo l’accusa è in grado di camminare normalmente con le sue gambe e svolgere lavori pesanti. Ecco perché la procura della Repubblica di Chieti ha messo sotto inchiesta un 56enne, originario di Teramo e residente a Chieti, per il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato. L’iscrizione nel registro degli indagati è un atto dovuto per consentire all’uomo, assistito dall’avvocato Italo Colaneri, di avere l’opportunità di respingere le accuse che, se confermate nel corso dell’eventuale processo, gli potrebbero costare una condanna da uno a cinque anni di reclusione.
In base alle accuse, il finto disabile non faceva nulla per nascondere il suo falso stato di salute: svolgeva alla luce del sole lavori pesanti, come spalare la neve, e si faceva immortalare in foto e video diventati virali sui social. In più di un’occasione, il 56enne è stato notato nelle vesti di soccorritore su un’ambulanza. La procura ha chiesto l’incidente probatorio, ovvero lo strumento processuale per cristallizzare le prove, da utilizzare poi durante l’eventuale dibattimento, che l’avanzare del tempo potrebbe mettere a rischio. Il pm, infatti, ha rilevato la necessità di una perizia medico legale e neurologica «al fine di accertare se e da quali patologie è affetto l’indagato, da quale epoca e se le stesse diano diritto a benefici economici».
Nelle scorse settimane, il giudice per le indagini preliminari Gianluca Falco ha accolto l’istanza della procura poiché, alla luce della documentazione sanitaria in atti, «non può escludersi una modifica nel corso del tempo dello stato dell’indagato». Ieri il caso è arrivato davanti al giudice titolare del fascicolo Luca De Ninis e al sostituto procuratore Lucia Anna Campo. I periti, ai quali verrà affidato l’incarico nell’udienza del 12 settembre, dovranno rispondere a una serie di quesiti, accertando se l’uomo sia stato ed è attualmente invalido; se la sua patologia dava o dà tuttora accesso a benefici economici; se ha simulato l’invalidità o se è stato un errore medico. A occuparsi delle indagini sono i carabinieri della sezione di polizia giudiziaria della procura.
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