Si masturba nel negozio, evita la condanna

14 Aprile 2016

Atti osceni in via Spaventa, il giudice proscioglie un teatino: è incapace di intendere e di volere

CHIETI. Prima si piazza davanti alla vetrina di un negozio di via Spaventa e comincia a fissare la bella negoziante. Poi le dice frasi del tipo: «Hai belle gambe, mi piace il tuo seno, vuoi fare l’amore con me?». Infine entra e si masturba davanti alla donna che resta scandalizzata e invoca aiuto. Ma A.A., 34 anni di Chieti, le si para davanti e non la fa uscire. Tutto si consuma in città il 17 settembre del 2013. Ma il giovane teatino non sarà mai condannato per quanto ha fatto, o avrebbe fatto, visto che il processo si è svolto e concluso ieri mattina davanti alla giudice Ribaudo che ha sentenziato il proscioglimento di A.A., imputato sì di molestie, atti osceni e violenza privata, ma afflitto da un vizio totale di mente.

E’ stata la perizia del medico legale Ildo Polidoro ad accertarlo. Il codice penale ha fatto il resto. Il 34enne finito sott’accusa, quindi rinviato a giudizio e infine processato in tribunale, è risultato non imputabile e quindi neppure giudicabile. Il suo destino sarebbe stato il ricovero in una Rems, la struttura che ha sostituito i vecchi ospedali giudiziari come Montelupo e Aversa. Ma nei confronti del teatino, difeso dall’avvocato Roberto Ferrone (nella fotografia a sinistra) non è scattata neppure la misura di sicurezza perché, sempre sulla base della perizia medico legale di Polidoro, l’imputato non è risultato pericoloso socialmente.

La vicenda si chiude così, come un bruttissimo ricordo per la giovane commerciante molestata e costretta ad assistere ad atti osceni nel suo negozio in centro.