Si perde sulla Maiella, lo ritrovano aggrappato all’albero sul burrone

4 Agosto 2015

Avventura a lieto fine per un escursionista di Atessa che a 1.700 metri ha perso contatti con tre amici Ha trascorso la notte con i pantaloncini abbracciato al tronco della pianta sopra uno strapiombo

FARA SAN MARTINO. Ha passato la notte all’addiaccio a 1.700 metri di altitudine ed è salvo grazie ai suoi riflessi e alla presenza di un ultimo albero prima di uno strapiombo. Il giorno seguente gli uomini del Corpo nazionale soccorso alpino Abruzzo l’hanno trovato infreddolito, con qualche escoriazione, aggrappato alla pianta, quasi senza voce, persa durante la notte nel tentativo di trovare un qualche aiuto.

Poteva avere conseguenze più gravi l’escursione sulla Maiella per M.F., 46 anni,di Atessa, amante della montagna; alla fine tutto e bene ciò che finisce bene, come recita l’adagio, ma il Soccorso alpino raccomanda sempre estrema prudenza perché non sempre è presente un ultimo albero a cui aggrapparsi.

L’uomo e altri tre amici decidono domenica mattina di andare sul versante di Fara San Martino della montagna. Verso le 18 decidono di far ritorno a valle. Probabilmente i quattro non si sono capiti e non vedendo più insieme a loro M.F., hanno pensato, essendo buon camminatore, che fosse già arrivato al punto di ritrovo. Ma poi la sorpresa ha lasciato il posto alla paura quando i minuti passavano e il loro amico non rispondeva al telefonino. Verso le 21,15 è stato dato l’allarme e il 118 ha allertato il Soccorso alpino Abruzzo. Da Chieti sono partite due squadre con in tutto sette uomini che hanno prima studiato la zona, sentito i racconti degli amici, appurato le abitudini e l’esperienza dello scomparso. Poi grazie al segnale libero del cellulare e, considerando la ricezione delle diverse compagnie telefoniche in quella zona, hanno iniziato le ricerche coadiuvate anche dalle unità cinofile del Corpo. Quel tratto di montagna è stato battuto a palmo a palmo tutta la notte tra domenica e lunedì. Alle 13 di ieri M.F. è stato trovato in località Piano della Casa, a 1.700 metri circa, zona impervia, aggrappato a un albero, oltre il quale iniziava un canalone con rocce acuminate, che si affaccia sulla valle del Macellaro. L’uomo, esausto, indossava solo un pantaloncino e una maglietta ed era intorpidito considerato anche freddo della notte. Il cellulare era caduto nel canalone. I soccorritori l’hanno messo al sicuro, rifocillato e riscaldato e hanno chiesto l’intervento dell’elicottero per il recupero e trasporto a valle. Quest’operazione non è stata possibile per la fitta nebbia in quota. M.F., oltre a qualche escoriazione non presentata ferite vistose, per questo motivo, è stato aiutato a percorrere a piedi il tragitto fino a valle. Dopo un controllo in ospedale, l’uomo è ritornato a casa. Il territorio della Maiella orientale, dicono gli uomini del Soccorso alpino, è suggestivo ma insidioso. Prima di iniziare un’escursione è consigliabile prendere contatti con gli esperti così da sapere condizioni meteo e percorribilità dei sentieri.

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