Si sostituiscono al medico Scattano tre denunce

Blitz dei carabinieri del Nas in un ambulatorio della provincia di Chieti Scoperti due professionisti in pensione che facevano visite al posto del titolare
CHIETI. Medici di famiglia che, pur essendo in pensione, continuano a lavorare. Ma, al momento di firmare le ricette, devono far ricorso a un altro medico, regolarmente in attività. Quando poi il paziente si trova in mano la ricetta del suo medico curante con la firma di un altro dottore, qualcosa non gli torna. Ed è capitato che qualcuno abbia chiesto lumi ai Nas di Pescara, i carabinieri del Nucleo antisofisticazione e sanità, comandati dal maggiore Domenico Candelli. E così, dopo una fitta serie di accertamenti incrociati, i Nas hanno denunciato tre uomini per sostituzione di persona e interruzione di un servizio di pubblica utilità continuato in concorso. Si tratta di tre medici di un centro della provincia di Chieti. Due di loro erano andati in pensione, uno, molto più giovane, ha messo a disposizione il proprio ambulatorio facendosi in pratica sostituire dagli altri due. Che hanno portato con loro anche tutti i propri pazienti. A diversi di loro non hanno neanche detto che erano andati in pensione, spesso presentando il medico giovane come un proprio sostituto. Che però, stranamente, firmava tutte le ricette. Centinaia di casi sono ora all’attenzione dei carabinieri di Candelli, intenti a spulciare una grossa mole di ricette e certificati per capire quale dimensione ha avuto il fenomeno. E pare che i casi irregolari fossero moltissimi. Dai contorni che sta assumendo la vicenda sembra proprio che i due medici in pensione abbiano portato tutti i loro pazienti dal giovane medico che, da solo, ovviamente non ce la faceva a visitarli tutti. Pazienti trasferiti in blocco da un medico all’altro, un po’ come accadeva nel celebre film dove Alberto Sordi interpretava un rampante medico della mutua con migliaia di assistiti. Un dottore che consiglia a un paziente di scegliere un altro medico non è certo reato, ma non in tutti i casi i pazienti erano perfettamente al corrente di quello che stava succedendo. I carabinieri del Nas, di fronte a un fenomeno di centinaia di casi, ipotizzano che si possa trattare di un sistema fatto apposta per procurare al giovane medico un indebito arricchimento derivante dalle indennità di compenso giornaliero del Servizio sanitario nazionale. E se così fosse, bisognerebbe anche scoprire perché gli altri due medici in pensione facevano un tale favore al collega più giovane.
Non è la prima volta che i carabinieri del Nas scoprono un fenomeno del genere. Ad aprile scorso a finire nei guai erano stati due medici di Chieti, uno in pensione e l’altro in attività. In quel caso i carabinieri avevano sequestrato 142 ricette del Servizio sanitario nazionale che risultavano firmate in maniera anomala.(a.i.)

