«Siamo disperati, qui ci scappa il morto»

Danni a colture e persone nel Sangro-Aventino: 17 sindaci chiedono incontro a prefetto e Regione
LANCIANO. «A causa di un cinghiale ci sono due persone che lottano tra la vita e la morte! La situazione non è più tollerabile: il prefetto e la Regione devono darci risposte». Domenico Giangiordano, sindaco di Roccascalegna, si fa portavoce del pensiero e della rabbia dei colleghi amministratori e dei cittadini del territorio Sangro-Aventino. La notizia dell’incidente sulla Fondovalle probabilmente provocato dall’attraversamento di un cinghiale è solo la goccia che fa traboccare il vaso. Di problemi questi animali selvatici ne hanno causati a colture e persone e la scia pare non arrestarsi. «La settimana scorsa», racconta Giangiordano, «una signora di Roccascalegna, 65 anni, passeggiava vicino al campo sportivo quando si è vista sbucare davanti un cinghiale. Per fuggire, spaventata, si è fatta male a un braccio, a un gomito e all’inguine ed è tuttora ricoverata in ospedale a Lanciano. Per non parlare dei danni alle colture: si conta un 30-40% in meno dai raccolti per gente che viva di agricoltura. E sta diventando anche un problema sanitario: i cinghiali, si sa, mangiano di tutto e depositano gli escrementi in mezzo al grano, quando si raccoglie capita di tutto. Noi sindaci siamo il primo punto di riferimento dei territori e i cittadini si rivolgono a noi. Purtroppo non possiamo fare molto perché esiste una legge nazionale che non permette un abbattimento mirato, ma solo “selettivo”, che fino ad ora non ha portato ad alcun risultato». Anche se in poco più di due mesi e mezzo, tra gli Atc (ambiti territoriali di caccia) chietino-lancianese e vastese, sono stati abbattuti oltre 500 animali. Da qui la decisione di fare qualcosa, muoversi in prima persona, tutto il territorio compatto. Questa sera, ad Altino, ci sarà una riunione degli amministratori di diciassette Comuni del Sangro-Aventino: Altino, Archi, Bomba, Casoli, Civitella Messer Raimondo, Colledimacine, Fara San Martino, Gessopalena, Lama dei Peligni, Lettopalena, Montenerodomo, Palena, Pennadomo, Perano, Roccascalegna, Taranta Peligna e Torricella Peligna. L’obiettivo è quello di elaborare un documento condiviso e chiedere un incontro al prefetto Antonio Corona e alla Regione, per trovare una soluzione al problema cinghiali. «Va limitata la crescita per il futuro ma vanno anche ridotti gli esemplari esistenti», dice il primo cittadino, «è ora di fare qualcosa, tutti insieme si può».
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