Sicurezza, la politica fa fronte comune

2 Febbraio 2019

Vasto. Conclusione unanime al convegno di D’Alessandro: «Stando uniti convinciamo lo Stato a considerare il Vastese»

VASTO. «Riconoscere finalmente tutti insieme che a Vasto e nel Vastese esiste il problema sicurezza. È questo il primo passo da fare. Un passo fondamentale che deve essere riconosciuto in modo trasversale da tutta la politica del territorio a prescindere dal colore politico. Solo così, si potrà convincere lo Stato a fornire a Vasto le medicine necessarie a curare il problema». È stata questa la conclusione del dibattito sul tema “Vasto un territorio a rischio?” organizzato ieri sera da Davide D’Alessandro nel salone della Società operaia di mutuo soccorso. Al tavolo dei relatori i sindaci di Vasto e San Salvo, Francesco Menna e Tiziana Magnacca. In platea il consigliere regionale Pietro Smargiassi, diversi candidati alle elezioni regionali, commercianti e cittadini.
Davanti all’innegabile incremento oltre che di semplici reati predatori, anche di episodi aggressivi più gravi, sia Menna che la Magnacca hanno convenuto che riuscire ad avere più forze dell’ordine è assolutamente necessario. «Probabilmente», ha detto Tiziana Magnacca, «abbiamo sottovalutato in passato il problema permettendo che crescesse. San Salvo da quando ha cominciato a denunciare quello che accade ha già avuto delle risposte. Fondamentale sarà insistere e soprattutto riuscire a mantenere a Vasto la Procura e il tribunale». Tiziana Magnacca si è quindi rivolta a Sabrina Bocchino invitandola a convincere il ministro Matteo Salvini a mandare almeno 4 persone in più nelle cancellerie del tribunale per evitare la paralisi e la fine del presidio di legalità prima del 2021.
Sull’importanza della Procura e del tribunale si è soffermato più volte il sindaco di Vasto, Francesco Menna. «Alla Procura è legato anche il futuro del commissariato», ha ricordato Menna. «Non mi affascinano le statistiche né il dibattito su sicurezza percepita o reale. La battaglia sulla sicurezza va fatta a prescindere. Vasto ha bisogno di forze dell’ordine, Procura e tribunale. Punto. Il ministro deve riceverci per parlare del tribunale. La mia battaglia e quella del territorio deve prescindere dai numeri».
L’invito a riconoscere l’esistenza del problema sicurezza e a combattere per convincere anche Roma è arrivato dal consigliere regionale Pietro Smargiassi. «Ho impiegato due anni», ha ricordato, «per convincere la Regione ad istituire l’Osservatorio per la legalità. Ho preparato un dossier di 200 pagine sulla sicurezza in questo territorio», ha detto Smargiassi convinto che la politica debba essere unita e decisa sul problema per convincere anche i prefetti. «La Puglia è presidiata, la malavita sale in Abruzzo», ha denunciato. Tutti convinti sulla necessità di combattere per la sicurezza Sabrina Bicchino, il sindaco di Cupello, Manuele Marcovecchio, Lucio Del Forno e Anna Rita Guarracino. Scettico Ivo Menna, a giudizio del quale per ridare sicurezza al Vastese andrebbe sconfitta la povertà.
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