Sicurezza operai, Borrelli chiede chiarezza

13 Marzo 2020

Atessa. Il sindaco ascolta l’appello dei metalmeccanici, visita le fabbriche e scrive al presidente Conte

ATESSA. Pandemia da coronavirus: chiedono chiarezza i dipendenti delle fabbriche e i loro familiari. Il sindaco Giulio Borrelli si è fatto carico di questo problema e, dopo aver visitato la maggior parte delle fabbriche della Val di Sangro, si è rivolto al presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, al capo dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli, al presidente della giunta regionale, Marco Marsilio, precisando che alle sue parole «non può e non deve essere attribuita alcuna e strumentale valenza di polemica politica. È un momento delicato e nuovo e appare evidente la necessità di muoversi con grande senso di responsabilità».
Borrelli chiede «una maggiore chiarezza circa le vostre previsioni per le aziende. All’art.1, comma 7, del decreto dell'11 marzo, sono dettate quelle che appaiono essere delle “raccomandazioni”, non vincolanti, per quanto concerne in particolare le attività produttive, lasciando a una accentuata discrezionalità imprenditoriale l’individuazione delle “attività dei reparti aziendali non indispensabili alla produzione” e la gestione sanitaria delle attività essenziali».
Nell'area industriale, giornalmente, si muovono decine di migliaia di operai e impiegati pendolari, provenienti anche dalle regioni limitrofe, che fanno ritorno nelle loro case dove ci sono anche anziani, malati o disabili. Borrelli spiega: «La Sevel ha deciso di sospendere la produzione fino a domenica e riorganizzare le linee di montaggio in modo da garantire le distanze di sicurezza tra gli operai. Viene così ridotta, dalla prossima settimana, di un quarto la produzione di veicoli commerciali di questa azienda e anche le mense saranno riorganizzate. Tali misure non sono applicabili in ogni realtà aziendale della zona. Molti lavoratori denunciano l’impossibilità di vedersi garantita la distanza di sicurezza e l’assenza di mascherine protettive. È un fatto, poi, che sulle navette e nei pullman non è stato finora possibile rispettare le misure di sicurezza». Borrelli invita il governo centrale e quello regionale, per quanto di rispettiva competenza, a emanare al più presto circolari esplicative su questi argomenti e predisporre misure di contenimento del contagio, per quanto riguarda il trasporto pubblico regionale e l’uso di dispositivi di protezione personale.
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