Sicurezza, un super piano per “salvare” Chieti Scalo

Svelati i risultati dello studio del prof Canzano: in cima alla lista c’è via Ortona Manca la videosorveglianza, i migranti vanno inseriti in percorsi lavorativi
CHIETI. «Si ritiene necessario un piano straordinario di sicurezza urbana nella zona di Chieti Scalo, in modo da rilevare le esigenze di prevenzione ed intervento in quanto zona a rischio e con più alto tasso di fenomeni che violano la sicurezza della città». È quanto emerge dalla relazione conclusiva del percorso sperimentale di democrazia deliberativa sulla sicurezza urbana del Comune, iniziato nel mese di febbraio e terminato pochi giorni fa. Un processo che ha visto protagonista un comitato cittadino composto dal professore dell’università D’Annunzio – dipartimento scienze giuridiche e sociali – Antonello Canzano che ha coordinato i lavori, dai consiglieri comunali Graziano Marino e Marco Di Paolo, da Cinzia Turli, dottore di ricerca e presidente del Lions Chieti, da Ennio Marianetti, tennista e vincitore di diversi titoli, da Marisa Tiberio della Confcommercio, dall’imprenditrice Michela Buffignani e dallo studente Francesco Mastrocola. Una relazione che conclude mesi di discussione, confronto e ricerche per dare voce ai cittadini, rispetto a tre principali grandi temi: sicurezza, aggregazione sociale e questione immigrazione. Le situazioni critiche in merito individuate allo Scalo non sono poche: innanzitutto quella in via Ortona, laddove si richiedono luoghi di aggregazione negli spazi comunali lì presenti e interventi di socializzazione per la prevenzione di comportamenti devianti (se prevenire è meglio che curare). E ancora, il comitato sottolinea la mancanza di video sorveglianza e di forze di polizia nelle zone scaline più a rischio, invoca poi l’istituzione di comitati cittadini nei quartieri per l’ausilio e il supporto della polizia urbana per finalità preventive. E non c’è solo denuncia fine a se stessa. Il comitato ha stipulato un protocollo di intesa fra Comune, Prefettura, Università e associazioni sportive per consolidare l’esperienza già avviata con il circolo Tennis di Piana Vincolato (inaugurato dalla campionessa olimpionica Valentina Vezzali) sulla prevenzione della devianza giovanile attraverso lo sport.
Di più: l’intesa fra istituzioni e luoghi del sapere si allarga anche agli enti di accoglienza per la prevenzione della devianza da parte dei migranti richiedenti asilo, che vuole incentivarne l’inserimento in percorsi lavorativi socialmente utili e integrarli. Infine, si vogliono mettere in campo campagne educative nelle scuole di ogni ordine e grado sul concetto e sul valore di sicurezza urbana. Si intende poi prevedere una conferenza cittadina annuale sullo stato della sicurezza a Chieti. Proprio lo scorso 16 maggio sia Canzano sia la Turli si erano ritrovati insieme al Circolo Tennis per accogliere la campionessa Vezzali, proseguire così nell’iter di democrazia deliberativa. (e.r.)

