Sindacati: sugli esuberi la trattativa è ancora lunga
Il dubbio delle associazioni: il pre accordo raggiunto resta valido? La trattativa riprende oggi con il primo incontro del nuovo corso
CHIETI. «Siamo tutti un po’ più tranquilli». La frase del sindacalista della Fiba Cisl, Claudio Bellini, riassume il clima che si vive all’indomani del salvataggio della banca tra i sindacati che stanno portando avanti la delicata trattativa sugli esuberi in Carichieti. Caduta la spada di Damocle delle nuove regole in vigore dal primo gennaio (con la direttiva del Bail in che chiama i correntisti con depositi superiori a 100 mila euro a partecipare al risanamento della banca), si tira un sospiro di sollievo anche per quanto riguarda i tempi della trattativa. Sforare nel 2016 ora non è più un problema. Ciò nonostante, sono molti ancora i nodi da sciogliere. «Si apre un nuovo momento storico che dovremo gestire comunque con attenzione altissima», dice Antonella Sboro sindacalista della Fabi, «il contesto si è sviluppato in una maniera veloce, è necessario dunque fare approfondimenti legislativi». Se è vero che i due commissari inviati da Banca d’Italia sono decaduti, è anche vero, però, che uno dei due, Salvatore Immordino, rimane in qualità di amministratore delegato della nuova banca e, dunque, anche con molti più poteri rispetto al passato. Si era partiti da quel 2 settembre scorso quando ai sindacati arrivò una comunicazione ufficiale da parte della struttura commissariale che parlava di 135 esuberi sui circa 600 dipendenti. Numeri che sono tuttora al vaglio della trattativa, che dopo i primi momenti di difficoltà si era comunque incardinata sui binari giusti, arrivando a un decisivo pre-accordo. Ma ora, a cambiamenti avvenuti, quell’intesa, importantissima perché fissava le basi per l’accordo finale, è ancora valida? Gli stessi sindacati non riescono a dare una risposta. «La questione è di tipo giuridica», risponde Francesco Trivelli, Fisac Cgil, «abbiamo già allertato la nostra struttura nazionale perché ci aiuti a dirimere la questione. Intanto possiamo lavorare con un po’ più di serenità, sebbene la strada da fare sia ancora molta. Non abbiamo più la scadenza del 31 dicembre, sebbene prima risolviamo la questione esuberi e prima rimettiamo la banca sul mercato. Non dimentichiamo che in 18 mesi deve poter camminare da sola». I sindacati, che sin dall’inizio hanno sempre lavorato per cercare di evitare allarmismi, adesso inviano anche messaggi rassicuranti ai risparmiatori: «Con questa operazione», dice Alessandro Roselli della Uilca, «i classici depositanti, titolari di conto corrente, sono del tutto tutelati. Ci sarà solo un piccolo sacrificio richiesto ai titolari di alcune obbligazioni subordinate. Ma si tratta di percentuale ridottissima». Intanto la trattativa sindacale riprendere oggi pomeriggio con una riunione già convocata in Carichieti alla Colonnetta. La data ultima era stata fissata al primo dicembre. Data che, però, può anche slittare un po’ più avanti, sebbene Immordino abbia fatto capire che preferirebbe mantenere il limite del primo dicembre. (a.i.)

