Sindaci in corteo contro i due impianti per rifiuti pericolosi

Atessa, 24 primi cittadini scendono in strada il 19 maggio per dire “no” ai progetti ex Ciaf e Di Nizio in Val di Sangro
ATESSA. Si svolgerà sabato 19 maggio una manifestazione-corteo per dire “no” ai due progetti per impianti di trattamento di rifiuti pericolosi: l’ex Ciaf a Piazzano, da parte della Ecoeridania, e la Di Nizio srl a Saletti. La decisione è stata presa giovedì pomeriggio dal Comitato dei sindaci in difesa dell’ambiente, in concerto con le associazioni ambientaliste Noimessidaparte, Wwf Zona frentana e Costa teatina, Legambiente, Cai, Nuovo Senso Civico, Libera-Presidio di Tornareccio. La collaborazione tra le associazioni ambientaliste e le diverse forze politiche è evidenziata anche dalla mozione unitaria, presentata ad Atessa da tutti i gruppi presenti in consiglio (Uniti per Atessa, LiberAtessa, Movimento 5 Stelle, Progetto Atessa) che dicono “no” agli impianti di rifiuti pericolosi in Val di Sangro e si sono schierati a sostegno della battaglia lanciata dall’amministrazione comunale. Giovedì ai sindaci presenti -il Comitato è costituito da 24 primi cittadini- è stata presentata una corposa documentazione, preparata dall’amministrazione comunale di Atessa e dalle associazioni ambientaliste. La Ecoeridania, azienda di Arenzano (Genova), si occupa di raccolta, stoccaggio provvisorio e smaltimento di rifiuti speciali pericolosi. La Ciaf Ambiente è sotto procedura di concordato preventivo; l’azienda ha comunque ottenuto l’Aia (il passaggio successivo al Via), autorizzazione che è stata sospesa nel 2014 in attesa di conoscere i risultati della procedura di concordato preventivo pendente al tribunale di Lanciano. La Ciaf, che ha oltre 350 codici di smaltimento rifiuti, alcuni pericolosi, possiede anche un’autorizzazione che pochi hanno, e cioè la possibilità di smaltimento di fanghi industriali provenienti da aziende chimiche. Ecoeridania è intenzionata a rilevare le autorizzazioni e a investire oltre 4 milioni per bonificare e rimettere in funzione l’impianto. Giovedì è stato evidenziato come la capacità complessiva di trattamento dell’impianto sia pari circa a 200.000 tonnellate/annue, di cui circa 50.000 di reflui chimico-fisici (fanghi provenienti da industrie chimiche). Tali potenzialità garantirebbero un conferimento capace di accogliere rifiuti provenienti da tutto il territorio nazionale, nonché internazionale. L’altro progetto è quello della Di Nizio, la realizzazione cioè di un impianto di trattamento di rifiuti sanitari a rischio infettivo mediante sterilizzazione. La potenzialità di trattamento è di 20.000 ton/anno, al quale sarà associato un deposito di rifiuti, sia non pericolosi che pericolosi, provenienti da terzi (aziende pubbliche e private, attività ambulatoriali ed ospedaliere, servizi di raccolta differenziata) con raggruppamento e formazione di carichi omogenei da avviare successivamente a impianti autorizzati per lo smaltimento o il recupero con potenzialità 15.000 ton/anno. L’Abruzzo, regione nella quale già sono presenti impianti per la sterilizzazione, produce appena 4.000 tonnellate di rifiuti ospedalieri.
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