Sindaco denuncia: insulti falsi a nome mio

Su Facebook spuntano offese del primo cittadino agli studenti in risposta al maltempo e alla nevicata ma non sono vere
CHIETI. Su Facebook compare un profilo falso in cui il sindaco Umberto Di Primio attacca e offende gli studenti che gli chiedono di chiudere le scuole per neve. Ma il primo cittadino, quello vero, va su tutte le furie. «Stavolta denuncio tutto alla magistratura». Dopo Mario Pupillo, sindaco di Lanciano, al quale era capitato un fatto analogo nei giorni scorsi, anche Di Primio diventa vittima dei social. Non bastavano gli insulti e le minacce da parte di quelli che il sindaco definisce «leoni da tastiera». Ora spunta anche un profilo fake. Giovedì, quando sulla città sono scesi i primi fiocchi di neve, è iniziato il bombardamento di messaggi sulla bacheca di Di Primio da parte degli studenti che gli chiedevano di chiudere le scuole. Stavolta, però, qualcuno è andato oltre. Su Facebook è apparso uno “strano” post del sindaco. «Per tutti i ragazzi che mi stanno ininterrottamente scrivendo in corrispondenza privata, attualmente non ci sono le condizioni per emettere un ordinanza per la chiusura delle scuole, non abbottate il c... e studiate muli di m...». Un messaggio con errori grammaticali (un ordinanza è scritto senza apostrofo), fuorviante, perché dopo l’allerta meteo del Centro funzionale il sindaco aveva disposto la chiusura di tutte le scuole, e soprattutto pieno di insulti verso gli studenti. Un episodio che ha mandato su tutte le furie il sindaco che presenterà un esposto in Procura per individuare i responsabili. «Sono venuto a conoscenza che hanno creato un profilo fake su Facebook, falsando la mia identità», spiega Di Primio. «Un profilo che attraverso un post usa parole offensive nei confronti degli studenti, cosa che ovviamente non ho mai fatto né pensato di fare. Denuncerò sicuramente l’accaduto alla magistratura, sperando che le autorità giudiziarie facciano un’azione concreta per individuare i responsabili».
Non solo profili falsi. Di Primio sbotta anche per i ripetuti insulti che riceve quotidianamente sui social. «È ora di dire basta», dice il sindaco. «Non è più tollerabile che chi sta dietro a una tastiera possa dire di tutto contro tutti. È necessario che ognuno, anche dietro i tasti di un computer, si assuma le proprie responsabilità. Facebook è stato un elemento diseducativo che ha dato coraggio a pavidi vigliacchi e ignoranti. Sui social network la maleducazione dilaga. Ma Facebook non è il centro del mondo. Lo dico, oltre che da sindaco, da padre. Bisogna individuare e punire chi si diverte ad essere un incivile dietro una tastiera. Mi auguro che la mia denuncia servirà a qualcosa e raccomando a tutti di fare attenzione ai profili fake che girano sui social».
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