Sinello inquinato, sequestri in una cantina

10 Novembre 2018

Acque di lavorazione scaricate nel fiume: guardia costiera e forestali mettono i sigilli al depuratore

POLLUTRI. Inquinamento del fiume Sinello e della riserva naturale. Guai giudiziari per i responsabili di un’azienda vinicola di Pollutri che finiscono sul registro degli indagati per danno ambientale e scarico di reflui industriali non trattati e con valori ben superiori ai limiti di legge. Gli accusati avrebbero provocato una grave compromissione delle acque del Sinello e della riserva naturale del Bosco di Don Venanzio. La scoperta è stata fatta dagli uomini della guardia costiera di Vasto e dal personale della stazione carabinieri forestali di Vasto, coordinati dalla Procura di Vasto.
La denuncia fa seguito a lunghi e meticolosi accertamenti. L’attività di tutela ambientale e contrasto all’inquinamento del Sinello ha portato gli investigatori a scoprire uno scarico incontrollato di acque contaminate provenienti da una cantina produttrice di vini. L’impianto per il trattamento di reflui industriali è stato sequestrato. «L’inquinamento», annota il comandante dell’Ufficio circondariale marittimo (Circomare) di Vasto, Lorenzo Bruni, «era stato individuato già a fine settembre quando alla guardia costiera erano giunte diverse segnalazioni da parte di cittadini preoccupati. Il Sinello era diventato di colore scuro e le acque emanavano esalazioni maleodoranti». Sono subito partiti gli accertamenti del Circomare e dei forestali insieme al personale dell’Arta che ha affiancato i militari nelle fasi di campionamento e individuazione della fonte inquinante. «La squadra di investigatori», spiega l’autorità marittima, «ha risalito il corso del Sinello per centinaia di metri fino ad individuare un ruscello di colore rossastro che sfociava proprio dentro il corso d’acqua. All'interno della fitta vegetazione è stato individuato un tubo sintetico dal quale uscivano liquidi e sostanze riconducibili ad attività industriali di lavorazione dei prodotti vitivinicoli. Seguendo a ritroso il tracciato del tubo fino ai pozzetti di ispezione, si è scoperto che il liquido inquinante proveniva da alcune vasche di raccolta dei reflui industriali di una cantina».
Immediatamente è stata sospesa l’attività di immissione delle sostanze nel fiume e iscritto nel registro degli indagati i responsabili dell’azienda per i reati di "scarico di reflui industriali non trattati e con valori ben superiori ai limiti di legge. Sequestrato l’impianto di depurazione e trattamento dei reflui, vasche, pompe e attrezzature connesse con lo scarico. (p.c.)
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