Sit-in dei pescatori contro il caro gasolio

Manifestazione a Punta Penna: «Non riusciamo più a vivere con questo costo fisso salito alle stelle»
VASTO. La marineria vastese è in subbuglio per il caro gasolio. Ieri a Punta Penna, alle 7, gli armatori hanno inscenato un sit-in di protesta. Francesco Menna, in veste di presidente della Provincia, Licia Fioravante, vicesindaco di Vasto e l'assessore al porto e alle attività produttive, Anna Bosco, hanno raggiunto i manifestanti per dichiarare la loro solidarietà. E la solidarietà è arrivata anche dagli operatori della marineria di Termoli. Alcuni di loro hanno partecipato alla protesta vastese. Le barche sono ferme in porto da una settimana.
«Il pesce è una pietanza essenziale della cucina vastese», ha detto Menna. «Vasto ha bisogno del pesce locale per il suo brodetto. Pagare però 1,20 euro al litro il gasolio azzera i guadagni dei lavoratori. Va trovata una soluzione». D’accordo l’assessore Bosco: «La richiesta degli armatori è legittima e da supportare», ha detto.
Gli animi dei pescatori sono surriscaldati. «Il problema principe è il caro gasolio», hanno confermato, «oggi ci siamo riuniti perché non riusciamo più ad andare avanti. Lavoriamo solo per pagare i costi. Abbiamo famiglie da mantenere e mutui da pagare. Per la marineria è una lenta agonia. Stiamo annaspando. Non c'è possibilità di salvarsi e oggi con quasi tutte le marinerie d'Italia stiamo affrontando questo problema del caro gasolio che ci ha messo letteralmente in ginocchio. Va preso qualche provvedimento. Chiediamo al governo di aiutarci. Chiediamo il diritto al lavoro». (p.c.)
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