Siti contaminati a un passo dalle case

L’allarme dell’Arta: «Servono controlli sulle esalazioni di gas»
CHIETI. Si allargano i confini dei siti contaminati di Chieti Scalo e l’inquinamento arriva a un passo dalle case. È quanto emerge da un documento dell’Arta: «La contaminazione si riscontra in settori prossimi ad edifici a uso residenziale», dice una relazione firmata dalla geologa Lucina Lucchetti e dalla dirigente Giovanna Mancinelli. Terreni avvelenati da un lungo elenco di sostanze tossiche, alcune cancerogene: tricloroetilene, cloruro di vinile, 1.1 dicloroetilene, tetracloroetilene e 1.2 dicloropropano. La relazione dell’Arta è stata resa nota durante la Conferenza dei servizi sul caso Sixty Log che si è svolta martedì scorso nella sede comunale di via delle Robinie. Una riunione in cui è stato lanciato un altro allarme per l’inquinamento della zona di via Penne in cui convivono insediamenti industriali, fabbriche dismesse, rifiuti seppelliti e discariche abusive, case e campi coltivati a ortaggi. Ed è un allarme sentito nella zona: alla Conferenza dei servizi ha partecipato anche un gruppo di residenti, a partire dai rappresentanti del comitato Villa Blocc e del comitato Insieme per via Penne.
Durante la riunione è stato discusso il piano di interventi proposto dalla ditta Sixty Log per mettere in sicurezza e bonificare la propria area. Una necessità ancora più urgente perché, nel 2016, all’esterno dello stabilimento ma su un’area sempre di proprietà dell’impresa, si è registrata «una improvvisa quanto inaspettata risalita di gas» dal terreno inquinato durante i lavori di scavo di un piezometro a una profondità di 12,7 metri. Ora, dice l’Arta, è necessario fare nuovi controlli perché potrebbero verificarsi altre fuoriuscite incontrollate di gas che potrebbero arrivare fino a dentro le case: l’Arta chiede un’indagine specializzata per «valutare l’eventuale intrusione negli edifici prossimi al sito; inoltre, la valutazione dei vapori dovrà essere eseguita anche in corrispondenza dei piezometri. Dovrà essere eseguito un monitoraggio annuale con almeno 4 campionamenti nelle diverse condizioni climatiche». E in un altro passaggio della relazione, l’Arta sottolinea: «Sarebbe opportuno effettuare anche campionamenti in ambiente indoor sia nello stabilimento e sia negli edifici residenziali prossimi alla perimetrazione».
Le aree interne ed esterne della Sixty Log, già al centro di un intervento di messa in sicurezza di emergenza nel 2013 con la costruzione di due pozzi profondi 18 metri per il trattamento delle acque sotterranee prima dell’immissione nelle fogne, attendono ancora di essere bonificate. Finora, la prima messa in sicurezza non è bastata a contenere del tutto l’inquinamento: un rapporto sui siti contaminati di Chieti Scalo, sulla base di campionamenti eseguiti nel luglio 2016, attesta che la contaminazione del sito Sixty Log si è abbassata ma rivela anche «la necessità di continuare con l’emungimento e il trattamento delle acque sotterranee». E la relazione dell’Arta parla anche di un monitoraggio più recente (15 settembre scorso) per la verifica dell’impianto di trattamento: «Si evince il superamento per il parametro “solventi aromatici”». Per questo, l’Arta ordina alla Sixty Log di controllare l’impianto con «l’immediata verifica dei filtri e dei carboni attivi nonché tutte le altre operazioni di manutenzione necessarie» ed «eseguire con Arta un prelievo in contraddittorio delle acque sia in ingresso che in uscita».
Nella Conferenza dei servizi, si è parlato anche di una discarica presente sul sito della Sixty Log: «Si ritiene necessario effettuare con Arta la verifica dei rifiuti ancora presenti al fine della caratterizzazione e classificazione per la necessaria successiva rimozione e smaltimento», chiede l’Agenzia per l’ambiente. La ditta ha presentato un progetto di chiusura della discarica «che non prevede la rimozione dei rifiuti»: sul progetto dovrà esprimersi la Regione. E il funzionario comunale Mario Salsano, sul verbale della riunione, sollecita la Regione «a definire la procedura autorizzativa della chiusura della discarica nel più breve tempo possibile».
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