Sla, i fondi dovuti anche dopo la morte

CHIETI. Sugli assegni di cura per persone non autosufficienti arriva il chiarimento della Regione invocato dal Comune di Chieti, per risolvere l’impasse sull’interpretazione della normativa e l’erogaz...
CHIETI. Sugli assegni di cura per persone non autosufficienti arriva il chiarimento della Regione invocato dal Comune di Chieti, per risolvere l’impasse sull’interpretazione della normativa e l’erogazione dei fondi. La questione era stata sollevato dall’associazione Isav che segue famiglie e malati di Sla. «Laddove i richiedenti», spiega la nota del dipartimento Lavoro-Sociale della Regione, «sebbene deceduti all’atto della disponibilità delle risorse 2020 e dell’emanazione dei relativi avvisi, fossero già stati beneficiari dell’assegno, in virtù della continuità assistenziale si ritiene possibile riconoscere al nucleo familiare il ristoro delle spese sostenute».
«Lavorare insieme alle associazioni è indispensabile per trovare la via giusta per garantire giustizia sociale ed equità», dichiara l’assessore alle Politiche sociali Mara Maretti, «era indispensabile chiarire i confini della norma per capire bene il perimetro temporale oltre che sociale della misura. Tale chiarimento eviterà contrapposizioni e contenziosi su materie burocratiche e tecniche che poco hanno a che fare con le condizioni, il dolore e il disagio dei malati e delle famiglie. Nel caso specifico dell’Isav ringraziamo il presidente Lorenzo D’Andrea e il legale dell’associazione Dario Antonacci per la collaborazione. La Regione specifica che le spettanze sono dovute fino al decesso del beneficiario e questo principio troverà applicazione ai casi trattati dall’amministrazione».
«L’Isav non poteva non intervenire», sottolinea il presidente D’Andrea, «e infatti già nell’agosto del 2022 ha provveduto a sollevare la questione». «Non si poteva», aggiunge l’avvocato Antonacci, «ipotizzare e immaginare un’interpretazione differente rispetto a quanto affermato dalla Regione, anche in virtù di precedenti orientamenti espressi».(a.r.)
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