Smaltimento dei rifiuti È allerta sul caro bollette

Ranieri (EcoLan): «L’Arta pronta a bloccare l’uso del nostro impianto mobile» Il pattume finirebbe ai privati con l’aumento dei costi per Comuni e cittadini
LANCIANO. «L’Arta pare voglia revocare i pareri positivi già dati sugli impianti mobili tra cui quello che tratta i rifiuti dei nostri 53 Comuni a Cerratina. Questo significa dover conferire i rifiuti indifferenziati fuori, con un aggravio di costi per i Comuni e quindi per i cittadini». È l’allarme lanciato sul web dal presidente della Ecolan spa, società che riunisce 53 sindaci-soci del comprensorio frentano e proprietaria della discarica di Cerratina, Massimo Ranieri. Allarme che fa drizzare le orecchie ai sindaci dei comuni-soci Ecolan e ai cittadini perché, in caso fosse fondato, dovrebbero mettere mano al portafogli e pagare l’aggravio dei costi derivanti dal dover conferire rifiuti indifferenziati ai privati.
L’ALLARME. «Il problema», spiega Ranieri, «nasce da una riunione che c’è stata nel distretto Arta di Pescara per discutere della richiesta del Consorzio di Atri, che è un consorzio pubblico come quello frentano, di usare un nuovo impianto mobile per il pre-trattamento dei rifiuti indifferenziati. Autorizzazione negata dall’Arta sulla base dell’interpretazione di una sentenza del Consiglio di stato del 2014 che renderebbe non conformi tutti gli impianti mobili presenti in Regione. Tanto che, in autotutela, vorrebbe revocare il nulla osta concesso negli ultimi anni agli impianti come quelli presenti a Cerratina, all’Aquila e nel Teramano. Verificheremo gli atti». In pratica l’Arta applicherebbe la revoca in modo retroattivo. «Sulla base dell’interpretazione di una sentenza», aggiunge Ranieri, «che è opinabile. La Ecolan è nel pieno rispetto delle norme. L’impianto mobile pre tratta i rifiuti indifferenziati, infatti genera due tipi di scarti: uno va in discarica; l’altro, più sottile, nell’impianto di stabilizzazione».
LE AUTORIZZAZIONI. A concedere il via libera all’uso degli impianti mobili è la Regione previo parere tecnico dell’Arta e del Comune. Se l’Arta non dà il via libera, la Regione si blocca. Negli ultimi anni questa autorizzazione è arrivata sempre in extremis, a dicembre, tanto che più volte si è rischiata l’emergenza rifiuti. Nonostante la Ecolan abbia sempre chiesto per tempo di proseguire la campagna di attività dell’impianto mobile. «Anche quest’anno avremmo presentato la richiesta per tempo», dice il presidente Ecolan, «e lo faremo essendo noi in regola. Aspetto di leggere i documenti Arta ma intanto ho lanciato l’allarme ai sindaci affinchè si attivino».
LE CONSEGUENZE. Se l’Arta ritira le autorizzazione le conseguenze sarebbero deleterie per le casse dei Comuni e i portafogli dei cittadini. Bisognerà rivolgersi al privato con un aggravio di costi: si tratterebbe di circa 25 euro in più a tonnellata. I bilanci dei Comuni andrebbero in crisi. «Ma la Ecolan non subirà passivamente la situazione», assicura Ranieri, «perché rispettando le leggi». L’11 settembre assemblea Ecolan su questo problema.
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