Smentita di Flacco ma i medici mostrano le carte

LANCIANO. È muro contro muro tra il direttore sanitario della Asl, Pasquale Flacco, e i medici di Chirurgia del Renzetti. «Nessun collasso e niente attese esasperate», afferma in una nota il primo,...
LANCIANO. È muro contro muro tra il direttore sanitario della Asl, Pasquale Flacco, e i medici di Chirurgia del Renzetti. «Nessun collasso e niente attese esasperate», afferma in una nota il primo, al quale replicano i sanitari del reparto: «I dati sono quelli che abbiamo fornito al Centro e sono pubblicati su Sanità Amica, il registro ufficiale interno delle liste di attesa, consultabile da tutti i funzionari della sanità aziendale». Dopo il servizio sul reparto al collasso, Flacco striglia i medici dell’ospedale frentano: «Non sono 300 ma 103 i pazienti in lista di attesa alla Chirurgia di Lanciano e tutti per interventi di bassissima complessità. Bisognerebbe avere un po’ più di pudore quando si danno numeri al lotto e s’inventano situazioni drammatiche che tali non sono, al solo fine di sostenere interessi e tesi sbagliate. Ciò diventa intollerabile quando a dare i numeri sono professionisti della sanità. Secondo i dati estratti dal registro prenotazione ricoveri, aggiornato a venerdì 20 novembre», chiarisce il direttore sanitario, «risultano prenotati 56 uomini e 47 donne. Per il 90% le diagnosi riguardano calcolosi della colecisti, emorroidi ed ernie inguinali, tipologie di bassissima complessità chirurgica e perfettamente gestibili».
Non si fa attendere la replica dei chirurghi: «Alle 12.05 di oggi (ieri per chi legge, ndc) nel registro sono riportati 305 pazienti in lista di attesa». Medici e personale della Chirurgia avevano denunciato anche altro (messo nero su bianco in più riprese): «Gli spazi nelle camere di degenza sono angusti così da rendere difficoltoso l’utilizzo del sollevatore; i letti mostrano disfunzioni o inefficienze del sistema frenante tali da creare rischio caduta dei pazienti; manca nelle stanze la presa del vuoto aspirato e in alcune si utilizzano ancora i bomboloni carrellati di ossigeno; il percorso dei pazienti da e verso il blocco operatorio si compie passando avanti agli ambulatori con persone in attesa di visita medica; l’unico ascensore a servizio dell’unità operatoria trasporta i pazienti operandi e operati, vitto, attrezzature,biancheria sporca, personale. Il pavimento è in vinil-amianto e spesso presenta lesioni». Criticità emerse dopo la chiusura di Atessa.
«L’attuale collocazione della Chirurgia di Lanciano è provvisoria», spiega Flacco. Proprio ieri (il 19, ndc) la direzione medica dell’ospedale ha dato il nullaosta all’approvazione del progetto definitivo per la ristrutturazione dei locali al secondo piano del Renzetti, che ospitavano in precedenza e torneranno ad ospitare la Chirurgia. In tempi brevi dovrebbero partire i lavori con un investimento di 500mila euro». Riguardo ad Atessa il direttore Asl è categorico: «Se i chirurghi di Lanciano stanno cercando di alzare polveroni per ottenere la riattivazione di quel reparto e continuare a gestirla come un’attività privatistica, sappiano che se lo possono scordare».
Matteo Del Nobile
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