Smog tra le fabbriche «Serve un piano per l’aria»

29 Dicembre 2018

Atessa, il sindaco diffida la Regione e chiede più controlli anti inquinamento In appena un mese di rilievi registrati superamenti nella zona della Val di Sangro

ATESSA. Il nuovo piano regionale per la tutela della qualità dell’aria innesca proteste perché prende in considerazione soprattutto le emissioni legate al traffico veicolare (relative all’area metropolitana Pescara-Chieti), senza tener adeguatamente conto delle attività industriali della Val di Sangro. Non ci sta il sindaco Giulio Borrelli che ha scritto una lettera di diffida alla Regione: «Stop al nuovo piano senza un completo monitoraggio delle emissioni nella valle del Sangro», afferma il primo cittadino di Atessa. E non è solo una protesta di Borrelli: a luglio, ad Atessa, in un incontro tra i quaranta sindaci del Comitato dei sindaci Sangro Aventino Frentano per la tutela e valorizzazione dell’ambiente e i vertici regionali, i primi cittadini chiesero la revoca dell’autorizzazione all’ex Ciaf e ribadirono il no alla Di Nizio e alla discarica di Rocca. Tre battaglie già vinte. In quell’occasione, però, i sindaci, guardando anche al futuro, chiesero alla Regione un monitoraggio serio e completo sulla qualità dell’aria.
Perché il piano regionale sull’ambiente non piace a Borrelli e ai quaranta sindaci? Perché è stato redatto prendendo in considerazione i dati di monitoraggio, incompleti, provenienti dalla rete di rilevamento della qualità dell’aria gestite dall’Arta e da campagne di monitoraggio effettuate, servendosi di mezzi mobili opportunamente attrezzati dall’Arta. Per Atessa (zona industriale), dal sistema di centraline fisse utilizzato per il monitoraggio, «non sono pervenuti» i dati sul biossido di zolfo, benzene, idrocarburi e PM10 (particolato con diametro inferiore a 10 micron). Mentre le centraline su mezzi mobili sono state installate a Saletti nel parcheggio della zona artigianale-commerciale dal 6 maggio 2006 al 3 giugno dello stesso anno con superamenti dei limiti.
L’inquinamento in Val di Sangro interessa un intero territorio e non solo Atessa. Borrelli chiede un incontro urgente alla dirigente del dipartimento governo del territorio e politiche ambientali, Iris Flacco, e diffida la Regione dal redigere un piano per la tutela della qualità dell’aria senza tener conto delle emissioni industriali nella zona produttiva più importante del centro sud. La popolazione della Val di Sangro ha diritto che sia effettuato un serio e prolungato monitoraggio in funzione delle tipologie di industrie che operano nel territorio, dei loro specifici processi produttivi e delle sostanze pericolose normalmente utilizzate. Il monitoraggio va a tutela della salute dei cittadini, dell’ambiente e anche delle industrie coscienziose che rispettano le normative sulle emissioni nell’atmosfera e rischiano di pagare situazioni non attribuibili a loro. Il nuovo piano regolatore del Comune di Atessa, in via di elaborazione, rimarca la incompatibilità di insediamenti inquinanti con le attuali caratteristiche abitative e produttive, e con lo sviluppo socio-economico della Val di Sangro.