Società fantasma, un assolto e 4 a giudizio

L’accusa del pm: false operazioni per non pagare le tasse. Il processo comincerà il prossimo 23 marzo
CHIETI. Un’assoluzione «perché il fatto non costituisce reato» e quattro rinvii a giudizio: si è chiusa così, davanti al giudice Andrea Di Berardino, l’udienza preliminare sull’inchiesta che, secondo la procura di Chieti, ha svelato un meccanismo per non pagare le tasse attraverso due società fantasma e una falsa operazione da dieci milioni di euro. Pietro Profeta, 58 anni di Pescara, amministratore della società Teate Ecologia, esce completamente pulito dalla vicenda dopo essere stato processato con il rito abbreviato: è stata dunque accolta la tesi del suo difensore, l’avvocato Vittorio Supino. L’accusa aveva chiesto per l’imputato due anni di reclusione. Dovranno invece affrontare il processo Massimiliano Ambrosini, 54 anni di Cepagatti, all’epoca dei fatti amministratore della ditta Green Develop; Silverio Marrone, 61 anni di Rosciano, nella qualità di amministratore dell’azienda Seal; Alfiero Marcotullio, nella veste di amministratore della Blu Parking, molto conosciuto in città per essere stato presidente del Chieti Calcio ed ex gestore dei parcheggi a pagamento; e Giuseppe Mazzocchetti, 59 anni, commercialista di Montesilvano.
I primi due devono rispondere di «emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti», mentre gli altri sono accusati di «indebita compensazione di crediti d’imposta inesistenti». Marrone e Ambrosini, secondo gli accertamenti della guardia di finanza, erano alla guida di due imprese «di fatto inesistenti e inoperanti»: sono accusati di essersi accordati per consentire alla Teate Ecologia e alla Blu Parking di evadere l’Iva attraverso un sistema complesso e articolato. La Seal ha emesso una fattura da 10 milioni di euro relativa alla finta cessione, nei confronti della Green Develop, del «diritto di brevetto e uso esclusivo» di Eco Future, un impianto di essiccazione e polverizzazione dei rifiuti. In questo modo, la Green Develop ha maturato un credito di imposta.
Il passaggio successivo è stata l’ulteriore cessione dell’impianto, anche in questo caso fasulla, alla Teate Ecologia che, secondo il pm, ha così acquisito parte di quel credito e ha potuto utilizzarlo per la compensazione del proprio debito d’imposta per un totale di 1.046.100 euro.
L’altra parte del beneficio ottenuto dalla Green Develop è stata impiegata per un’operazione analoga. La società amministrata da Ambrosini, infatti, ha stipulato un contratto con la Blu Parking, si è accollata i debiti di quest’ultima e – sostiene la procura – li ha compensati indebitamente per 521.076,40 euro.
Il processo nei confronti dei quattro imputati inizierà il prossimo 23 marzo davanti al tribunale di Chieti.
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