Soldi al depuratore dopo 20 anni

La Sasi in attesa del via libera dal governo per l’impianto di Piano Venna e l’acquedotto dell’Avello
GUARDIAGRELE. L'acquedotto dell'Avello ritornerà alla vecchia efficienza con 4 milioni di euro in fondi del governo, mentre la zona industriale di Piano Venna avrà il depuratore finalmente in funzione a quasi vent'anni dall'installazione con oltre un milione di finaziamento.
La pioggia di finanziamenti arriva con l'Accordo di programma quadro (Apq) e il decreto “Sbloccaitalia” per l'Abruzzo che in tutto stanzia 70 milioni in opere idriche. In Regione si stanno compiendo gli ultimi passaggi verso l'ufficializzazione, attesa quando il gestore Sasi spa riceverà notizie sull'avvenuto accredito dei 4 milioni, prima tranche di un pacchetto di progetti che la spa pubblica aveva presentato a inizio anno con il conteggio dei costi attestato sugli 8,5 milioni di euro. Mentre in Sasi attendono comunicazioni, il Comitato civico dà il crisma della certezza attraverso fonti della prefettura di Chieti.
La cautela della Sasi in queste ore si giustifica con l'assenza di opere previste per l'intera provincia teatina nei documenti originali dello “Sbloccaitalia”, dove i progetti per l'Avello figuravano tra quelli di riserva, pronti al finanziamento nel caso di bocciatura di uno o più progetti già iscritti per mancata rispondenza ai requisiti subordinati all'accredito delle cifre.
«Per questo stiamo lavorando», spiega il presidente della Sasi, Domenico Scutti, «alla preparazione dei progetti esecutivi, quelli richiesti dal decreto per soddisfare il termine perentorio di aprile 2015 affisso dal governo per la cantierabilità delle opere. Nelle prossime settimane avremo gli elaborati».
Un pacchetto di lavori, quello finanziato dal ministero dello Sviluppo economico, che Scutti divide in tre filoni principali. «C'è, a monte», spiega, «la sostituzione del materasso filtrante delle acque in discesa a Linaro, il punto di confluenza delle sorgenti, la realizzazione del pozzo in quota sopra Bocca di Valle e la sostituzione delle condotte con consistenti perdite nelle reti di distribuzione di Guardiagrele, peraltro già rese efficienti con il progetto-pilota che stiamo portando avanti proprio nelle reti cittadine, il “sezionamento” delle reti per ottimizzare la pressione tratto per tratto e così minimizzare le perdite».
Nello Iacovella e Gino Primavera, i fondatori e portavoce del Comitato civico, commentano l'esito della loro stessa iniziativa, che partì un anno fa interpellando l'allora sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giovanni Legnini, che a Chieti aprì un summit sulla questione Avello presieduto dal prefetto Fulvio De Marinis. «I 4 milioni», spiegano, «sono stati ripartiti per il nostro acquedotto direttamente in sede di ministero, così che nel passaggio che sta avvenendo in Regione non si potrà non destinarli alla Sasi. Cifre di questa entità», proseguono, «non si vedevano da decenni, tanto che l'Avello era entrato in un'agonia alla quale soltanto gli interventi recenti della Sasi avevano rallentato fino a stoppare quest'estate, la prima senza interruzioni idriche. Ringraziamo Legnini», annotano Primavera e Iacovella, «che da sottosegretario aveva sposato la causa del nostro acquedotto, e ha puntualmente mantenuto le promesse».

