Solo un medico in servizio per 100 bimbi da vaccinare
La Asl convoca tutti lo stesso giorno, e nell’ambulatorio scoppia il caos Cerulli del Tdm attacca il dg Flacco: dimentica di essere al servizio dei cittadini
CHIETI. «Il capostazione di Alanno» non è solo un modo di dire caro agli abruzzesi. Nella Asl di Chieti questa mitica figura impegnata quotidianamente su più fronti nelle ore di servizio esiste davvero. In cosa sono simili? Lui, il capostazione, si consumava di lavoro nelle Ferrovie, lei, medico chirurgo, nella sanità pubblica. Più precisamente nel Centro vaccinazioni dell’Azienda sanitaria teatina che ha sede in un’ala del vecchio ospedale in via P.A. Valignani. Un’impresa difficile nell’ordinario e che ieri è diventata “eroica” quando alle 8,30 ha dovuto fronteggiare un esercito scalpitante di oltre 100 ragazzini in attesa di essere vaccinati. Accanto a loro genitori preoccupati dalle lunghe attese previste. Ma con un occhio benevolo verso lo sforzo titanico imposto dalla Asl alla dottoressa, l’unica sopravvissuta dei colleghi a influenza o a permessi di varia natura.
Di fronte a un tale caos ai cittadini nasce spontanea più di una domanda: ma la Asl doveva proprio convocare tutti nello stesso giorno? Al mondo della politica, invece, quelle persone costrette ieri a prendersi un giorno di permesso dal lavoro per affrontare baraonde così anacronistiche chiedono di trovare soluzioni concrete per un reale rilancio della sanità regionale «i cui mali» sostengono «non possono essere guariti solo con la medicina degli annunci».
LA LETTERA DI CONVOCAZIONE. Incredibile ma vero. La Asl teatina ha convocato oltre un centinaio di persone per le vaccinazioni di morbillo, parotite, rosolia e contro il papilloma virus (responsabile di tumori nella sfera genitale femminile) nello stesso giorno. E in una fascia oraria esclusivamente mattutina: dalle 8,30 alle 12. Un arco di tempo troppo ristretto per vaccinare tutte le persone che si sono presentate in ambulatorio. Il medico in questione ha avuto un bel da fare non solo per vaccinare, ma anche per registrare le operazioni effettuate.
LA SALA GREMITA. La dottoressa ha iniziato il suo lavoro con grande lena, ma arrivata alla 42esima vaccinazione si è resa conto che non ce l’avrebbe mai fatta a portare a termine le altre 60 e più vaccinazioni. Così ha deciso di andare avanti fino all’orario stabilito, le 12, non tenendo più conto del numero preso all’entrata.
LA RABBIA DEI GENITORI. Pur riconoscendo l’immane sforzo della dottoressa la protesta si è levata alta. In tanti hanno dovuto rinunciare e tentare l’impresa in un altro giorno stabilito. E per molti genitori era stato già difficile prendere un giorno di permesso dal lavoro. Così sono volati improperi all’indirizzo dei vertici della Asl rei «di non essere stati in grado di programmare in modo razionale le convocazioni per le vaccinazioni».
IL TRIBUNALE DEL MALATO. Al coro delle proteste si unisce la voce di Aldo Cerulli, responsabile regionale del Tdm, che spara a zero contro i vertici della Asl e del governo regionale. «La Asl di Chieti? Solo “chiacchiere e distintivo”» commenta «il servizio importante di vaccinazioni funziona con una sola persona, nonostante le promesse di potenziamento del direttore generale Pasquale Flacco con attività anche pomeridiana e con apporto di altro personale. Già tre mesi fa era stato promesso un più idoneo funzionamento, ma nulla si è visto. Dove sono gli ambulatori promessi nel vecchio ospedale Santissima Annunziata? Dove è il personale da dedicare?» chiede Cerulli «avrei preferito che il neo manager della Asl teatina avesse mantenuto fede alle promesse fatte di potenziare il servizio, importantissimo per l’utenza, ma lui la celerità l’ha mostrata quando ha rinnovato gli incarichi degli alti dirigenti dimenticando che è pagato per dare servizi agli utenti. E se il buon giorno si vede dal mattino, sarà certo una bruttissima giornata». Cerulli lancia strali anche in direzione del governo regionale, nel mirino il presidente Luciano D’Alfons e l’assessore Silvio Paolucci: «La sanità si cura non con gli annunci ai convegni, ma assumendo il personale necessario per garantire il buon governo della sanità».

