Sono 8mila le firme anti-inceneritore

Le adesioni raccolte in poco più di un mese in Val di Sangro In un volantino spiegate le ragioni del no all’impianto
LANCIANO. Sono 8mila i “no” raccolti tra i cittadini del territorio in poco più di trenta giorni contro la centrale termovalorizzatrice in Val di Sangro della ditta Marcantonio sas. Il Comitato popolare no all’inceneritore in Val di Sangro, costituito soprattutto da cittadini di Sant’Eusanio, Perano, Lanciano, Castel Frentano, Casoli, Altino, ha organizzato una capillare raccolta di firme e si è fatto promotore della divulgazione, nelle scuole, aziende e centri commerciali di un opuscolo nel quale è spiegato in che cosa consiste il progetto e il perché del no. Giovedì sera nella Sala d'onore della ex Casa di conversazione di Lanciano si sono ritrovati l'assessore all'ambiente di Lanciano, Davide Caporale, il sindaco di Sant'Eusanio, Raffaele Verratti, il responsabile della riserva naturale regionale Lago di Serranella, Andrea Natale e le associazioni Nuovo Senso Civico e Wwf. «Basta impianti inutili e dannosi» si legge nel volantino distribuito dai solerti ragazzi, alcuni giovanissimi, del comitato «l'impianto di pirogassificazione dei rifiuti, anche se inserito nel territorio di Lanciano avrà un forte impatto in tutta la Val di Sangro, con un raggio di ricaduta di almeno 30 chilometri con fumi che conterranno polveri sottili nocive, nonchè sostanze dannose come diossine e metalli pesanti». L’impianto da 26 megawatt che la ditta Marcantonio vorrebbe realizzare tra Lanciano e Sant’Eusanio del Sangro tratterebbe, attraverso un processo detto “pirolisi”, rifiuti di tutti i tipi, anche tossici e speciali, materie plastiche, pneumatici e oli esausti per trasformarli in combustibili come olio (synoil), carbone (chair) e gas (syngas. «I pirogassificatori» spiega il comitato «sono impianti di incenerimento classificati come industrie insalubri di prima classe e contribuirà al peggioramento della qualità dell'aria con un camino alto 80 metri e largo due e mezzo che potrebbe emettere milioni di metri cubi di fumi al giorno per venti o più anni». L'alternativa, sottolineata dagli amministratori dei due comuni coinvolti, è invece quella di avviare un ciclo virtuoso dei rifiuti, riutilizzo e riciclo dei materiali con Lanciano che entro la primavera 2016, grazie al passaggio del servizio igiene alla società pubblica EcoLan, estenderà la raccolta differenziata porta a porta su tutto il territorio comunale, e Sant'Eusanio dove la differenziata si fa dal giugno del 2014 e si toccano punte dell'80% di percentuale di materiale smaltito.

