Spaccati anche sulle 34 telecamere-spia

7 Ottobre 2014

La D’Annunzio non fa dietrofront: va a vuoto l’incontro tra il direttore ed i sindacati infuriati

CHIETI. Nessun accordo sulle telecamere di sicurezza installate nel rettorato dell'Università D'Annunzio di Chieti. Il primo approccio di trattativa, che ha visto ieri mattina l'incontro tra i sindacati Flc Ccgl, Cisl, Cisal e Uil, il direttore generale dell'università Filippo Del Vecchio e il componente del consiglio di amministrazione Luigi Capasso, delegato del rettore, si è risolto in uno sdegnato nulla di fatto. Le parti sindacali avevano chiesto un incontro per definire le regole dell'installazione di numerosi impianti di videosorveglianza (34), peraltro già montati pressochè ovunque all'interno del rettorato, secondo quanto riportato dai sindacati. Del Vecchio e Capasso avrebbero tuttavia consegnato ai sindacati la planimetria della struttura con la posizione delle telecamere rinviando la discussione al 17 ottobre per ascoltare il loro "parere" che, in caso non fosse arrivato, avrebbe determinato il cosiddetto "silenzio-assenso". Proprio sul termine "parere" si è consumato il primo strappo tra le parti. «Per legge - spiegano i sindacati - siamo chiamati a firmare accordi, non ad esprimere pareri: questa interpretazione da parte della dirigenza è assurda». I sindacati hanno quindi sottoposto un documento all'attenzione di Del Vecchio in cui viene ricordato "l’obbligo per il datore di lavoro, privato o pubblico, di convocare preventivamente le rappresentanze sindacali per concordare con loro, nell’eventualità di una messa in opera del sistema di riprese con videocamera, oltre alla finalità della scelta assieme tutte le modalità di impiego della strumentazione che deve comunque rimanere nei limiti consentiti dalla legge». «Questa amministrazione - hanno sottoscritto i sindacati nel documento - ha invece voluto mettere il sindacato e la rsu davanti al fatto compiuto, limitandone la libertà di azione e mortificandone le prerogative». Le rappresentanze sindacali di ateneo hanno quindi ribadito "la volontà di ricostruire relazioni sindacali degne di questo nome nel rispetto dell’autonomia delle parti in causa e in costanza di correttezza e buona fede, previa rimozione delle telecamere installate».

L'incontro si è tuttavia concluso proprio alla fine della lettura del documento quando Del Vecchio avrebbe detto alle parti sociali che la riunione era terminata e che sarebbe andato avanti. «Siamo prontissimi a parlare di sicurezza - si lascia andare uno dei rappresentanti sindacali - ma, premesso che non siamo a New York, bisogna prima togliere tutte le telecamere e poi discutere. Ciò a cui facciamo riferimento è la legge vigente in materia che fa riferimento allo Statuto dei lavoratori».(d.d.l.)