Spaccia in casa, operaio arrestato: la cocaina nella calza della Befana

13 Ottobre 2024

Un 32enne finisce in manette dopo aver rifornito due clienti, bloccati all’uscita dell’appartamento Dalla perquisizione spuntano anche le dosi nascoste tra i vestiti e in una tasca ricavata nelle mutande

ORTONA. Nascondeva la cocaina in una calza della Befana appesa in cucina, in una busta lasciata tra i vestiti e in una tasca ricavata negli slip che indossava al momento del blitz. Angel Manuel Pichardo Jimenez, 32 anni, originario di Santo Domingo, aveva trasformato la sua casa di via Perez 3 in una centrale dello spaccio e non disegnava neppure puntate all’esterno. I carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Ortona lo hanno arrestato in flagranza. Ora l’operaio-spacciatore, su disposizione del giudice del tribunale di Chieti Maurizio Sacco, si trova ai domiciliari.
IL BLITZ
L’operazione scatta venerdì sera. Gli investigatori dell’Arma tengono d’occhio da un po’ il giovane, già in passato finito in manette per vicende legate al mondo degli stupefacenti. I sospetti si dimostrano fondati nel momento in cui i carabinieri bloccano due uomini che, in rapida successione, escono dall’appartamento a pochi passi dalla caserma di via Roma: entrambi hanno addosso mezzo grammo di cocaina e ammettono di aver acquistato la droga da Pichardo Jimenez, confessando peraltro che quella non è la prima volta.
IL SEQUESTRO
Il trentaduenne viene bloccato, poco dopo, all’uscita dalla sua abitazione. Dalla successiva perquisizione spuntano sei dosi di cocaina, nascoste nelle mutande: sono già pronte per essere vendute e risultano confezionate con pezzi di cellophane di colore viola, identici a quelli trovati sui clienti. L’ispezione viene naturalmente estesa alla casa. Quattro grammi di cocaina sono custoditi in una calza della Befana e altri nove in una busta occultata tra alcuni capi d’abbigliamento che si trovano su una sedia. E non finisce qui, perché c’è anche un bilancino di precisione, perfettamente funzionante, ancora sporco di sostanza stupefacente: è l’ennesima prova, secondo l’accusa, degli affari illegali portati avanti dal giovane. Gli investigatori sequestrano pure 640 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio. A quel punto il giovane viene arrestato.
L’UDIENZA
Arriviamo così a ieri mattina, quando Pichardo Jimenez compare in tribunale a Chieti. Assistito dall’avvocato Linda D’Angelo, l’operaio-spacciatore si avvale della facoltà di non rispondere. Il giudice Sacco convalida l’arresto e, su richiesta del vice procuratore onorario Luisa Bertini (il pm titolare del fascicolo è Giuseppe Falasca), dispone nei confronti dell’indagato i domiciliari, in attesa del processo che si celebrerà il prossimo 29 ottobre. Non è la prima volta che il trentaduenne affronta un procedimento giudiziario: nel 2022 i carabinieri lo avevano arrestato, a Poggiofiorito, con 30 grammi di cocaina e 10 di hashish nascosti in auto.
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