Spaccia vicino alle scuole, 19enne bloccato con la droga

18 Settembre 2019

CHIETI. Era pronto a vendere la droga nel giorno della riapertura delle scuole dopo le vacanze estive. Ma i carabinieri hanno fermato A.F., teatino di 19 anni, ufficialmente apprendista parrucchiere,...

CHIETI. Era pronto a vendere la droga nel giorno della riapertura delle scuole dopo le vacanze estive. Ma i carabinieri hanno fermato A.F., teatino di 19 anni, ufficialmente apprendista parrucchiere, prima che potesse raggiungere il suo obiettivo: nel marsupio nascondeva 12 dosi di marijuana. Così il ragazzo è stato bloccato alla villa comunale e denunciato a piede libero per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, con l’aggravante di aver commesso il fatto in prossimità degli istituti scolastici. L’ultimo blitz rientra nei controlli organizzati in centro dai militari della compagnia di Chieti, al comando del maggiore Massimo Capobianco: l’obiettivo è evitare che il cuore verde della città possa diventare luogo di ritrovo di pusher e consumatori di marijuana e hashish che si danno appuntamento, anche in pieno giorno, nella zona dei gazebo.
Lunedì, dopo le lezioni, quattro ragazzi poco più che maggiorenni si erano incontrati vicino al museo archeologico nazionale per fumare insieme uno spinello. I giovani, quando hanno visto i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile, coordinati dalla tenente Maria Di Lena, hanno provato a disfarsi della sigaretta incriminata, ma senza riuscirci. È scattata dunque la perquisizione nei confronti dei quattro e nel marsupio di A.F., poggiato su un tavolino, sono state trovate le dosi di marijuana già pronte per la vendita. Il ragazzo ha ripetuto più volte come la droga, confezionata con la pellicola trasparente, fosse destinata al consumo personale. Ma la giustificazione non ha convinto affatto i militari, visto che il 19enne è stato trovato in compagnia di tre studenti, peraltro a poca distanza dalle scuole. Ecco perché A.F. è stato segnalato alla procura. C’è poco da scherzare: in caso di condanna, considerando l’aggravante, rischia un consistente aumento di pena. (g.let.)