Spara (a salve) contro i poliziotti Il giudice: «Rimanga agli arresti»

27 Gennaio 2022

Il 22enne va ai domiciliari: «È un fatto che desta una forte preoccupazione per la pubblica incolumità» Il questore Gargano si complimenta con gli agenti: «Hanno mostrato professionalità e sangue freddo»

CHIETI. «È un fatto oggettivamente grave, posto in essere con l’uso di un’arma e con modalità tali da destare notevole preoccupazione per la pubblica incolumità». Lo ha scritto il giudice Giulia Colangeli nell’ordinanza con cui ieri mattina, su richiesta del pubblico ministero Giuseppe Falasca, ha convalidato l’arresto del teatino Lorenzo La Valle, 22 anni, e disposto i domiciliari nei confronti dello stesso indagato, accusato di aver sparato in strada – con una pistola che solo poi si è scoperto essere a salve – contro i poliziotti che hanno risposto esplodendo un colpo in aria a scopo intimidatorio. Sempre ieri mattina, i due agenti della squadra volante di Chieti intervenuti lunedì notte in via Michitelli, a seguito della segnalazione di un litigio tra il giovane e la madre, hanno incontrato il questore Annino Gargano ricevendo i complimenti per «l’operato assolutamente professionale e la grande freddezza dimostrata in un episodio che avrebbe potuto avere risvolti estremamente negativi, anzitutto per l’arrestato».
LA CONVALIDA
Nel corso dell’udienza di convalida, La Valle – assistito dall’avvocato Gianluca Carlone – ha confessato di aver commesso il reato contestato, ovvero violenza, resistenza e minaccia a pubblico ufficiale, sottolineando come si trovasse in uno stato di alterazione dovuto all’assunzione di alcol. Il giovane ha ammesso di aver acquistato l’arma sequestrata su internet, senza fornire altre spiegazioni. Poi ha raccontato di aver perso il lavoro da circa una settimana e di stare vivendo un periodo difficile della propria esistenza. Dopo una lite in casa con la madre che si è rifiutata di prestargli l’automobile, il ragazzo è sceso in strada e ha iniziato a sparare.
L’AGGRESSIONE
La Valle si è scagliato contro i poliziotti, prima insultandoli, poi pronunciando parole di sfida («Sparatemi al petto se ne avete il coraggio»), quindi esplodendo nei loro confronti un colpo di arma da fuoco caricata a salve e, infine, divincolandosi per impedire agli agenti di stringergli le manette ai polsi. Secondo il giudice, dunque, La Valle non può tornare in libertà, considerando «le modalità del fatto e la disinvoltura con la quale l’indagato ha fatto uso dell’arma sia nei confronti della propria madre che delle forze dell’ordine, dimostrando un’assoluta incapacità di contenere la propria aggressività». Altrettanto «preoccupante», si legge ancora nell’ordinanza, «appare la facilità con cui La Valle ha acquistato un’arma, benché caricata a salve, senza fornire peraltro alcuna plausibile giustificazione sull’uso che intendeva farne». Il giovane si trova ora ai domiciliari non nell’abitazione della madre, con la quale aveva avuto il litigio, ma in quella del padre.
I COMPLIMENTI DEL QUESTORE
Gargano ha voluto ringraziare in prima persona i due poliziotti, diretti dal vice questore aggiunto Antonello Fratamico, complimentandosi con «tutto il personale impegnato nel controllo del territorio, primo baluardo di sicurezza e prevenzione. La città di Chieti e l’intera provincia possono contare non soltanto sull’impegno continuo dei ragazzi della questura e dei commissariati, ma anche su professionalità di alto profilo. La decisione di non rispondere al fuoco, e di esplodere un colpo in aria senza mettere a rischio la sicurezza dei cittadini, non è stata frutto di una scommessa ma della capacità di mettere insieme una serie di informazioni, acquisite nell’immediatezza dell’intervento, tali da far ritenere che la strategia scelta fosse quella giusta. I due poliziotti hanno poi utilizzato lo spray urticante, uno degli strumenti che il Dipartimento di pubblica sicurezza mette a disposizione, per vincere la resistenza del ragazzo e arrestarlo».
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