Spari ai vetri del bar: interrogato il gestore

Nuovi accertamenti dei carabinieri nell’area di servizio dove sono stati esplosi cinque colpi di pistola
VASTO. Un lungo interminabile colloquio con il gestore del bar e a seguire nuovi accertamenti sul luogo della sparatoria. Sono due passaggi delle indagini avviate dai carabinieri sui cinque colpi di pistola sparati lunedì notte contro il bar della stazione di servizio Erg, in via Del Porto. I militari coordinati dal comandante dei Nor, Domenico Fioriti, hanno recuperato i bossoli e rilevato alcune impronte che potrebbero rivelarsi preziose. Acquisiti anche i filmati della videosorveglianza di alcuni locali della zona. Potrebbero aver catturato la fuga dei killer. La Procura di Vasto ha disposto sulla vicenda il massimo riserbo.
Intanto non si placano le polemiche. Come annunciato, Stefano Moretti, dell’Osservatorio Antimafia, ha scritto una lettera al ministero dell’Interno e al comando generale dei carabinieri. «Gli spari contro la vetrina del bar di via Del Porto sono un chiaro atto intimidatorio che se non dovesse essere ascoltato porterebbe delle conseguenze gravissime per il destinatario. È inutile nascondersi dietro un dito. Chi ha sparato non scherzava», scrive Moretti. «Quanto accaduto dimostra che quello che ho da sempre denunciato è fondato. A Vasto la criminalità c’è, e chi amministra la città non ha in mano il controllo della situazione».
Non risparmia frecciate Moretti. «Lasciamo lavorare i carabinieri. Invece di impegnare i militari nelle inaugurazioni dei monumenti, distraendoli, la politica dovrebbe lasciarli lavorare. Meglio sarebbe tornare al metodo che si era rivelato vincente del generale Minniti basato sui controlli stradali continui e capillari attraverso l’impiego delle pattuglie sempre finalizzato al controllo del territorio. Vasto ha bisogno di uomini che non guardino neanche in faccia i politici», insiste Moretti. «L’Osservatorio Antimafia e Codici avevano chiesto al sindaco di Vasto di intitolare, la villa della droga confiscata ai Rom venditori di morte, ai giudici Falcone e Borsellino. Il sindaco e la sua amministrazione hanno taciuto. Sarebbe bella una risposta al posto di convegni con burocrati che non hanno mai visto in faccia un mafioso». (p.c.)
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